Ogni Paese avrebbe dovuto decidere entro la fine 2021 ma nessuno l’ha fatto e così l’Italia resta fedele alla tradizione.
Il conto alla rovescia è iniziato e nella notte fra sabato 26 e domenica 27 marzo 2022 ci sarà il passaggio dall’ora solare a quella legale. Si dormirà un’ora in meno, ma si guadagnerà un’ora di luce al pomeriggio, fino al nuovo ritorno all’ora solare, il 30 ottobre 2022.
Ultimo cambio di ora?
Poco più di quattro anni fa, tra luglio e agosto 2018, era stata avanzata la proposta di abolire il meccanismo di spostamento dell’ora che è in vigore due volte all’anno ormai da tempo. Un apposito referendum, a cui avevano risposto poco meno di 5 milioni di cittadini, per lo più dei paesi del Nord Europa, con l’84% si era detto favorevole a cancellare questo sistema.
Ma in Commissione Europea non si è raggiunta una decisione univoca che accontentasse tutti i Paesi membri e al momento l’ora legale non è “andata in soffitta” e, salvo sorprese, torna in vigore almeno in Italia.
Il fatto che non si sia ancora deciso indica una grande frattura all’interno dell’Ue, tanto che il Parlamento UE nel frattempo ha deciso che ogni Stato potrà decidere se adottare il doppio sistema dell’ora solare/legale, oppure se mantenerne uno fisso, come hanno intenzione di fare i paesi nordici.
Il nostro Paese si è schierato, insieme ad alcuni altri del bacino Mediterraneo come Spagna e Grecia, a favore del sistema attuale, perché permette molti più vantaggi nello sfruttamento delle giornate e un minor dispendio energetico.
Il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione legislativa sull’abolizione dell’ora legale con 410 voti a favore, 192 contrari e 51 astensioni.
Secondo Terna, il gestore della rete elettrica italiana, nel 2017 l’ora legale ha fatto risparmiare al nostro Paese 567 milioni di kilowattora, pari al consumo medio annuo di circa 200 famiglie, quantificato in 110 milioni di euro. L’orario estivo farebbe consumare meno anche dal punto di vista ambientale, con 320 mila tonnellate in meno di anidride carbonica.
Introdotta per la prima volta nel 1916 in Gran Bretagna è stata successivamente adottata anche da altri Paesi e si è rivelata utile soprattutto in tempo di guerra. In realtà fu per primo fu Benjamin Franklin a coltivarne l’idea nel 1784, tanto da ipotizzare questo cambiamento proprio per risparmiare energia.

