Nel Parco del Cilento, sulle colline che incorniciano il piccolo golfo di Casal Velino, c’è Acquavella.
La storia di questo paesino affonda le sue radici nei secoli passati e nella tradizione più tipica di un luogo colonizzato nel tempo da popoli e culture diverse. Greci, romani ma soprattutto saraceni sono stati i dominatori di Acquavella e, proprio questi ultimi hanno lasciato un segno così forte che ancora oggi sopravvive malgrado la globalizzazione. La presenza più forte della cultura africana non è solo nell’architettura ma anche nei nomi: via Fontana Medina ad esempio, è una strada acquavellese rivolta verso la Medina, punto in cui, secondo la tradizione musulmana, bisogna rivolgersi durante la recitazione di alcune preghiere. Ma è Maria Grazia la vera protagonista.
Maria Grazia è la statua della Madonna delle Grazie venerata ad Acquavella. La sua particolarità è il colore della pelle: è una Madonna mulatta, di probabile origine saracena, che sorregge amorevolmente un Bambino Gesù altrettanto scuro in viso.
La leggenda:
La leggenda narra che fu trovata da un gruppo di pescatori all’interno di un sarcofago coperto, nella parte superiore, da una lastra di vetro. Saputa la notizia tutti gli abitanti dei paesi vicini accorsero a Casal Velino per vedere la meravigliosa statua e portarla nella propria chiesa. Omignanesi, asceoti, stellani, sessesi e tanti altri ancora cercavano con tutti i mezzi di tirare il sarcofago a riva ma senza riuscirci: la statua era pesantissima. Quando fu il turno degli acquavellesi, come per magia il sarcofago con la sacra statua divenne leggerissimo.
Maria Grazia aveva scelto Acquavella come sua dimora eterna. Chissà, forse sentiva il paese molto più vicino al Medio Oriente, luogo della sua nascita. E non finisce, qui.
Aperto il sarcofago, la statua era completamente asciutta. Tutti rimasero a bocca aperta nel vederla, tutti s’inginocchiarono in preghiera dinanzi alla Madre di tutte le madri che amorevolmente sosteneva suo figlio. Ancora oggi Acquavella non considera Maria Grazia una semplice statua, è una cittadina del paese, è un’amica a cui confidare i propri segreti, è una madre benevola che veglia da secoli sul paese.
Il miracolo:
Amelio, un anziano signore di Acquavella ha raccontato la sua vicenda nelle pagine del libro: “La chiesa di San Michele arcangelo ed il culto di Maria SS delle Grazie in
Acquavella”. Nel 1944, Amelio era un giovane soldato in guerra malato di polmonite e pleurite.
Era condannato a morte certa vista la precarietà degli ospedali e la mancanza di medicine. Una notte pregò la Madonna di salvarlo dal suo destino.
L’indomani, quando il medico del battaglione si avvicinò per controllare le sue condizioni si accorse che il soldato Amelio era completamente guarito.
Maria grazia lo aveva salvato. Se desiderate conoscere la storia secolare della Ma donna delle Grazie venerata ad Acquavella, potete consultare, insieme a mamma e papà, il libro
scritto da Domenico Chiaffiello “La chiesa di San Michele Arcangelo (il culto di Maria SS. Delle Grazie in Acquavella”.

