Sembrerà strano eppure nel Cilento e sugli Alburni sono presenti vari gruppi di lupi che preferiscono gli ambienti di alta montagna. Però fino agli anni ’70 anche nei paesi di alta collina c’erano branchi di lupi che, poiché si nutrivano di pecore e galline, erano un danno per i pastori e i contadini. Per far fronte al problema, in quegli anni, nei soli comuni di Ottati e Castelcivita furono uccisi cinquanta lupi.
Oggi per evitarne l’estinzione sono protetti da una legge apposita e tra i luoghi in cui si possono avvistare primeggia il monte Cervati.
Il lupo è la specie di maggiori dimensioni tra rappresentanti del genere Canis.
Le dimensioni corporee variano a seconda dell’area geografica considerata, e possono raggiungere anche i 60 kg di peso. Possiede un corpo slanciato, con il muso allungato, le orecchie triangolari non molto lunghe, il collo relativamente corto, la coda corta e pelosa e gli arti lunghi e sottili. Il colore del mantello è generalmente mimetico, gli occhi sono obliqui, di colore marrone chiaro. Caratteristica della specie è la presenza dei denti “ferini” particolarmente sviluppati la cui funzione è quella di tranciare grosse ossa e tendini. Il lupo, prima che cominciasse la persecuzione da parte dell’uomo, lo si trovava in tutti gli habitat, dalla macchia mediterranea della costa alle foreste di montagna. Al momento, la scarsa disponibilità di prede, ha ristretto di molto le aree frequentate dai lupi. Mangia grossi erbivori selvatici ma all’occorrenza anche mammiferi di piccole dimensioni, frutti, carcasse, animali domestici e rifiuti di origine umana.
Curiosità:
Sulla parte più alta del Monte Cervati è possibile trovare la neve anche in estate, perché questa durante l’inverno si accumula nelle nevere. Le nevere sono insenature delle rocce; in passato ne furono costruite anche artificialmente, facendo delle grandi buche nei territori montuosi. I contadini potevano così far accumulare la neve, che usavano per
preparare i sorbetti, durante tutto l’anno.

