Tra le bellissime Dolomiti, nel Cadore, viveva un ragazzo di nome Raul. Egli tutti i giorni si recava sulle rive del Lago di Misurina che d’inverno assumeva un meraviglioso colore azzurro dovuto ai riflessi del cielo e nel quale si specchiavano le cime montuose delle Alpi innevate creando uno spettacolo di sogno. E d’estate i prati intorno si coprivano di erba e di fiori e tutto era un inno alla gioia.
Raul s’incamminava tra i viottoli e raggiungeva il lago dove si perdeva in tanta bellezza.
Un giorno, durante una delle sue solite passeggiate, vide una fanciulla, le si avvicinò e rimase colpito dalla sua sfolgorante bellezza. Indossava un vestito azzurro di seta preziosa e una mantellina di candida pelliccia. Il cappuccio che le copriva il capo lasciava intravedere i suoi capelli color dell’oro e quando un colpo di vento glielo fece scivolare sulle spalle, apparve la sua splendida chioma fluente. I capelli le cadevano sulle spalle in tanti lunghi riccioli biondi che incorniciavano il suo viso d’avorio. Gli occhi color del cielo, brillavano come stelle.
Quando si accorse del giovane che la guardava incantato, sorrise lasciando intravedere una fila di denti bianchi come la neve che copriva le cime dei monti. Senza parlare s’incamminarono l’uno verso l’altro mentre i loro cuori battevano all’unisono.
Nevina, così si chiamava la fanciulla, gli porse la mano e insieme cominciarono a passeggiare sulle rive del lago. I suoi passi erano così leggeri che sembrava non sfiorassero l’immensa distesa innevata. Raul s’innamorò perdutamente di lei e tutti i giorni, in un tacito appuntamento, si recava là per vivere ora fantastiche.
Era inverno e Nevina era felice, ma il clima diventava sempre più mite e il volto della fanciulla si rattristava sempre più. La neve cominciò a sciogliersi e là dove erano i prati innevati spuntava l’erbetta verde e mille fiorellini colorati. Dalle cime dei monti scendevano giù rivoletti d’acqua che ben presto si trasformarono in mormoranti allegre cascate.
Nevina diventava sempre più eterea fino a quando, come per magia, scomparve completamente alla vista di Raul che, addolorato, non capiva cosa stesse succedendo. Si accorse però che sulla superficie dell’acqua galleggiavano il vestito e la mantellina della fanciulla come vele trascinate dal vento.
Nevina altri non era che la Regina delle Nevi e aveva la capacità di mostrarsi a chi la guardava con gli occhi dell’amore, solo d’inverno quando il paesaggio era tutto candido.Quella volta però si era innamorata anche lei del giovane che le aveva fatto battere il cuore e non voleva più scomparire tra le nevi perenni. Pregò accoratamente il Signore dell’Inverno affinché le permettesse di vivere il suo sogno d’amore.
Il vecchio dalla barba bianca non rimase indifferente alla sua preghiera e le promise che tutti gli inverni a venire poteva mostrarsi al suo innamorato se questi l’avesse cercata con lo stesso immutato amore.
Fu così che da allora, quando l’aria diventava rigida e le montagne e i prati si coprivano di una bianca coltre, si potevano scorgere due bellissimi giovani che, tenendosi per mano, passeggiavano sulle rive del Lago di Misurina.

