L’11 giugno 1984 muore Enrico Berlinguer, segretario del Partito Comunista Italiano. Quattro giorni prima mentre teneva un comizio per le elezioni europee a Padova, si sentì male ma ciò nonostante volle portare a termine il suo discorso anche se ben presto si capì che l’ictus che lo aveva colpito non sarebbe stato superabile. L’Italia, negli anni ottanta, perse così un leader ammirato dai militanti comunisti e rispettato dagli avversari. Il fatto che la sua morte avvenisse “sul campo” mentre esercitava il mestiere di politico, alimentò fin da subito il “mito Berlinguer”.
Ai suoi funerali partecipò una folla vastissima che vedeva nel segretario del PCI il simbolo della “questione morale” e di una politica che andava dissolvendosi.
Enrico Berlinguer già dal 1981 affermava che la “questione morale” non era solo un problema di onestà della classe dirigente, ma la necessità di difendere le istituzioni dalla partitocrazia che le aveva invase. Un obiettivo ancora attuale, infatti a distanza di 28 anni dalla sua morte, Berlinguer viene ricordato con la pubblicazione di una sua intervista a Scalfari nella quale è possibile leggere: “I partiti non fanno più politica, essi sono macchine di potere e di clientelismo, hanno scarsa conoscenza della vita e della gente, hanno poche idee e pochi ideali, pochi programmi e zero sentimenti e passione civile…”
L’immagine di Berlinguer si sovrappone ad una realtà storica molto complessa e dalle varie sfaccettature. Nella sua lunga carriera di segretario, Berlinguer aveva cercato di seguire una traccia più autonoma rispetto al Comunismo Russo e aveva lavorato per costruire il progetto dell’Eurocomunismo”, idee che però non realizzò completamente perché si formavano in una delle stagioni più complicate della storia italiana.
Berlinguer si impegnò nella ricerca del compromesso storico con la Democrazia Cristiana di Aldo Moro con la speranza di realizzare una convergenza tra i partiti di massa, però i movimenti giovanili si manifestarono contrari a queste nuove linee perché intanto stavano lavorando per isolare le Brigate Rosse e le violenze del terrorismo.
Il compromesso storico e l’ultima fase della carriera di Berlinguer furono minate dai drammi del 1978.
Lucia Gonnella

