L’invenzione della pagella scolastica si deve a Giuseppe II, imperatore d’Austria. Fu lui, infatti, il 17 settembre 1783 a firmare una legge che impose in tutto l’impero di ufficializzare il livello di apprendimento raggiunto dai bambini della scuola elementare introducendo un «certificato scolastico». In Italia sarà con l’Unità d’Italia, nel 1861, che apparirà qualcosa di simile, non una vera e propria pagella ma una sorta di certificato consegnato al termine dei sei anni previsti per il primo livello di istruzione. Ufficialmente, la pagella venne introdotta nelle scuole italiane solo in epoca fascista, con il regio decreto del 20 giugno 1926. Non veniva però data gratuitamente dalla scuola, che si limitava a compilarla, toccava alla famiglia andare ad acquistarla dal tabaccaio. Costava cinque lire (circa tre euro di oggi) e moltissime famiglie povere non la potevano comprare. Quindi, nel 1929, il pagamento della pagella venne abolito. Divenuta gratuita la pagella si trasformò in uno strumento di propaganda del regime fascista. Nel 1939 si trasformò nella “carta della scuola” che riportava il numero di iscrizione (obbligatorio) all’organizzazione giovanile del partito. Per quanto riguarda i giudizi, si andava (alle elementari) da Ottimo a non Sufficiente, fino al raro e temutissimo Inclassificabile. Con la fine del secondo conflitto mondiale la pagella, come tutta l’Italia, cambiò. Nel 1946 la pagella divenne uguale per tutti, dalle elementari alle superiori, di colore azzurro o verde, riportava i voti (dal 10 in giù) che sostituirono i giudizi e divenne di nuovo a pagamento:10 lire di cui 5.95 trattenute per i patronati scolastici. Nell’anno scolastico 1947/48 fecero il loro esordio sulle pagelle la Repubblica Italiana e il ministero della Pubblica Istruzione. Il dominio dei voti alle elementari durò fino agli Anni 70, poi si passò ai giudizi e dopo ancora ai voti. Inutile cercare una regola: in Italia i voti si sono sempre alternati ai giudizi, con formule sintetiche da ottimo, distinto e buono, fino a non sufficiente, si sono sempre alternati. I ripensamenti sulla pagella hanno accompagnato la storia della scuola. Comunque la legge 169 del 30 ottobre 2008 (quella oggi in vigore) ha segnato il grande ritorno della vecchia pagella e dei voti (5 in condotta compreso) anche alle elementari.

