La Bandiera Blu venne istituita nel 1987 – l’anno europeo dell’Ambiente – e da allora rappresenta un riconoscimento internazionale della FEE, Foundation for Environmental Education, l’organizzazione governativa che promuove e diffonde le buone pratiche ambientali.
Ogni anno la FEE collabora con due agenzie dell’ONU (l’UNEP, Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, e l’UNWTO, Organizzazione Mondiale del Turismo) per assegnare in 49 paesi le Bandiere Blu alle località turistiche balneari che rispettano al meglio i criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio.
In altre parole la Bandiera Blu indica una spiaggia o un luogo turistico dove l’ambiente viene rispettato e si mantengono alti standard di qualità per le acque dove “sguazzano” i bagnanti e le infrastrutture circostanti. Tale riconoscimento però non è eterno e le varie spiagge devono guadagnarselo ogni anno. Quest’anno, in Italia, il riconoscimento è stato assegnato a 201 località costiere (dalle 195 del 2020) insieme ad 81 porti turistici (erano 75 l’anno scorso). Sul podio si conferma prima la Liguria sempre con 32 località, mentre sale in seconda posizione la Campania con 19 Bandiere e al terzo posto la Toscana che ottiene 17 vessilli blu (con tre uscite) a parimerito con la Puglia che guadagna due bandiere (tre nuovi ingressi e un’uscita).

