Greta Thunberg è sparita dalla scena pubblica, ma in sua assenza l’ecologia si fa largo. Le piazze gremite di giovani per il Fridays For Future e le conferenze in giro per il mondo sembrano un lontano ricordo per la giovane attivista, sempre attiva sui social, ma sempre meno negli appuntamenti pubblici, visto il suo ritorno a scuola. Seduta sulla riva del fiume, però, osserva che qualcosa sta cambiando.
Il primo segnale di questo cambiamento è rappresentato certamente dalla sconfitta di Donald Trump, che non ha mai preso a cuore le tematiche ambientaliste e ha perfino polemizzato a distanza con Greta. L’inizio della presidenza Biden ha segnato il rientro degli Stati Uniti negli Accordi di Parigi dopo l’addio annunciato del 2017. Anche l’Europa non resta in disparte e regala un’altra piccola, ma importante, soddisfazione a Greta e alla causa ecologista. Il Green New Deal Ue voluto da Ursula Von Der Leyen ha il grande obiettivo di trasformare il vecchio continente nel primo blocco di Paesi a impatto climatico zero entro il 2050. Tante buone intenzioni, finora, ma segnali di un nuovo approccio allo sviluppo sostenibile.
Anche in Italia si profila un cambiamento. Il primo annuncio del nascente Governo Draghi è stato quello della creazione di un Ministero della Transizione ecologica per rispondere alle esigenze dello sviluppo e dell’ambiente, affidato ad un ministro del “Movimento 5 Stelle”.

