Con le elezioni del 4 novembre 2020 gli Stati Uniti hanno iniziato un nuovo capitolo della loro storia: è stato eletto il candidato democratico Joe Biden.
In America il presidente viene eletto dai cittadini ma con un sistema piuttosto particolare e complicato che chiama in causa i cosiddetti “grandi elettori”.
Gli Stati Uniti sono uno stato federale, ossia una nazione composta di 50 Stati diversi, rappresentati nelle istituzioni politiche della capitale, Washington, da 538 tra deputati e senatori.
Ognuno degli stati Usa elegge periodicamente dei deputati e dei senatori in proporzione agli abitanti che ci vivono: più abitanti ha uno stato, più deputati e senatori avrà a Washington. Il totale di deputati e senatori americani è di 538.
Il numero di deputati e senatori americani di uno degli stati americani è uguale al numero dei “grandi elettori” del presidente. In pratica i cittadini americani non votano direttamente il presidente che desiderano bensì la persona che, se eletta, lo voterà a sua volta e ne permetterà la vittoria.
In 48 stati su 50 diventa grande elettore chi prende un voto più dell’avversario, negli altri due Stati c’è un sistema leggermente diverso.
Siccome i grandi elettori sono 538 come i deputati e i senatori americani, per diventare Presidente degli Stati Uniti bisogna avere i voti di 270 grandi elettori, ossia la maggioranza assoluta, la metà + 1.
Un’altra particolarità del sistema elettorale americano è che i grandi elettori, che sono stati eletti dai cittadini l’8 novembre, si ritroveranno assieme solo a metà dicembre. E sarà in quell’occasione che voteranno il candidato che farà il presidente e quello che farà il vicepresidente. Voteranno, cioè, per i candidati che rappresentano.
Dopodiché bisognerà aspettare un po’ di tempo affinché il nuovo presidente giuri e si insedi, assumendo così formalmente i suoi poteri.
Il Presidente Usa resta in carica 4 anni e può essere rieletto una sola altra volta.

