Quest’anno il famoso scrittore Gianni Rodari avrebbe compiuto 100 anni.
È un anniversario importante che ci offre l’occasione per conoscere meglio questo importante poeta, scritto e visionario della letteratura che ha regalato al mondo opere indimenticabili facendo capire a tutti che la fantasia rende liberi.
Per i 100 anni di Rodari il blog di informazione BL Magazine ogni mese del 2020 farà una recensione di una sua opera letteraria. Le recensioni saranno identificate sui social dall’hashtag #BLLIBRI. L’intenzione di BL Magazine è quella di divulgare i messaggi di pace e di uguaglianza di Rodari.
Ma chi era Gianni Rodari?
Gianni Rodari è nato ad Omegna (VB) il 23 ottobre 1920 ed è vissuto lì fino al 1929, anno in cui il padre Giuseppe, fornaio, morì a causa di una broncopolmonite. A nove anni si è trasferito con il fratello e la mamma nel paese natale della madre, Gavirate, in provincia di Varese, dove ha portato avanti i suoi studi. Dopo due anni di ginnasio presso un seminario, si è diplomato alle magistrali nel 1937. Poi ha frequentato per pochi anni la facoltà di Lingue all’Università cattolica di Milano, ed ha iniziato a insegnare. Nel 1941 ha vinto il concorso per maestro.
Gianni Rodari è sempre stato interessato alla politica nella sua vita: dopo una parentesi fascista, si avvicinato al partito comunista partecipando alle lotte della resistenza. Dopo la guerra ha iniziato la sua carriera da giornalista collaborando per numerose pubblicazioni. Negli anni ’50 ha cominciato a dedicarsi alla scrittura per l’infanzia: scrivendo racconti, favole, racconti brevi di tipo fantastico.
Ha curato rubriche e libri per ragazzi, ha lavorato come autore televisivo di programmi per l’infanzia. Ha stretto una intensa collaborazione con Giulio Einaudi Editori che con Editori Riuniti pubblicava allora i suoi libri apprezzati anche all’estero e tradotti in molte lingue. Nel 1970 si è aggiudicato il Premio Hans Christian Andersen e nel 1973 è stata pubblicata la sua opera più celebre “Grammatica della fantasia: introduzione all’arte di inventare storie, saggio per insegnanti, genitori e animatori”.
Scrittore, giornalista, insegnante e pedagogista, Rodari era dotato di grande ironia ed era proprio questa sua peculiarità a renderlo unico.
Rodari sapeva capire i bambini e soprattutto sapeva “adattarsi” alle realtà dei nuovi bambini, quelli dell’era del postconsumismo, abituati a stare ore e ore davanti alla televisione, imbottiti di messaggi pubblicitari diretti a loro e più viziati e vezzeggiati dei coetanei del passato.
Nascono così le Favole al telefono o le novelle fatte a macchina, ma anche la delicata canzone manifesto pre-ecologista “Ci vuole un fiore” cantata da Sergio Endrigo.

