Nei giorni 16 e 17 maggio un disastro senza precedenti ha travolto la provincia di Ravenna in Emilia-Romagna. Tantissime le persone sfollate che in un millesimo di secondo hanno perso la loro casa e sono state spogliate dei loro beni più importanti, compreso il loro lavoro. L’acqua, l’elemento naturale più prezioso per la vita dell’uomo, è diventata la sua peggior nemica, provocando un’alluvione devastante e lacerando l’anima e il ricordo di ogni abitante. Di fronte a questa catastrofe che ha portato con sé la scomparsa di quattordici persone, nessuno si è arreso: una grande catena umana si è messa al lavoro per dare il proprio contributo. Come colibrì, ciascuno sta compiendo la sua parte per il bene comune per non lasciare indietro nessuno, soprattutto i più deboli. E’ nella difficoltà che si trova la forza per andare avanti, mettendo insieme tutte le forze per affrontare un momento difficile. Questa risorsa si chiama resilienza e negli ultimi giorni è stata personificata nella figura di Mais, l’asinello che non si è arreso. Questo cucciolone di 18 mesi è rimasto immerso in acqua per due giorni, ha combattuto contro il freddo e la fame e non ha mai mollato. La rabbia dell’acqua ha tenuto in ostaggio il titolare della fattoria e i suoi animali da cortile; grazie ai social, la loro richiesta di aiuto è giunta ad alcuni volontari, che con barche e gommoni li hanno salvati. Una volta ritrovato, Mais ha percorso ben tre chilometri tra correnti e acqua alta, senza mai arrendersi. Il suo carattere testardo, tipico stereotipo di questo animale, gli ha permesso di salvarsi e dare forza a tutti coloro che erano lì per il suo padrone e gli altri compagni di viaggio. Un esempio di forza, che ci insegna ad andare oltre i pregiudizi, a riflettere sulla voglia di vivere e l’infinito sacrificio compiuto da Mais che, agli occhi di molti, è soltanto un asino.
Se vi dicono:” Sei un asino”, pensate a questa storia e non arrabbiatevi, in realtà è un complimento.
Siate oltre le convenzioni,
Forza Romagna!
Alla prossima

