Emmanuel Macron 5 anni dopo vince ancora: “La risposta francese a questi tempi tragici”. Il capo dello Stato sconfigge nettamente Marine Le Pen. Ora però preoccupano il forte astensionismo e le incognite sul prossimo voto per il Parlamento
Parigi. «Non sono il Presidente di una parte ma di tutti i francesi» dice Emmanuel Macron arrivando sul palco sotto alla Tour Eiffel preceduto dall’Inno alla Gioia come cinque anni fa. Alla fine la diga contro l’estrema destra ha funzionato. Una maggioranza di francesi ha deciso di confermare all’Eliseo il giovane presidente.
Macron compie l’exploit di farsi rieleggere per un secondo mandato – nessun presidente ci è riuscito fuori da periodi di coabitazione con una maggioranza di segno diverso – in un paese «in preda a dubbi e divisioni», come ammette lo stesso leader. L’estrema destra ottiene una percentuale record, ed è l’altro risultato di questa strana giornata, in bilico tra sollievo per un pericolo scampato e la mancanza di slanci di entusiasmo.
Emanuel Macron: chi è?
Emmanuel Macron nasce il 21 dicembre del 1977 ad Amiens, in Francia. Dopo essersi iscritto all’Università di Parigi-Nanterre, frequenta l’Istituto di studi politici di Parigi per poi formarsi all’Ecole nationale d’administration. Successivamente, nel 2004, conclusi gli studi entra nel corpo dell’Inspection générale des Finances (il corpo di ispezione generale delle finanze). Nel 2007 è nominato relatore per la commissione Attali, che si occupa di liberalizzazioni e crescita economica. Nel frattempo, Macron è membro attivo del Partito Socialista, di cui fa parte da quando aveva ventiquattro anni (ma in passato aveva militato nel Movimento dei Cittadini, e nel 2002 aveva votato per Jean-Pierre Chevènement). Inizia a collaborare con la fondazione Jean-Jaurès e ha modo di conoscere François Hollande. In occasione delle elezioni del 2007 entra nel gruppo dei Gracques, che è formato da alti funzionari ed ex dirigenti che vorrebbero un’alleanza tra François Bayrou e Ségolène Royal. In seguito Emmanuel Macron tenta di candidarsi per le elezioni legislative in Piccardia con il Partito Socialista, ma i dirigenti di partito lo escludono. Così, mentre Nicolas Sarokzy vince le presidenziali, Macron si dedica a una nuova carriera.
A partire dal 2008 egli inizia a lavorare per la banca d’affari Rothschild, e a giugno dello stesso anno è co-relatore della commissione per le professioni del diritto.
Nel 2010 viene promosso ad associato nella banca Rothschild, e si occupa di una transazione per più di nove miliardi di euro che gli consente di diventare milionario.
Il 26 agosto del 2014 viene scelto come ministro dell’Economia, dell’Industria e del Digitale per il secondo governo guidato da Manuel Valls. Il 30 agosto del 2016, tuttavia, egli lascia il suo incarico al ministero, dimettendosi in vista della sua candidatura alle elezioni presidenziali dell’anno seguente.
