L’11 luglio porta bene alla nazionale italiana di calcio. Era il 1982 quando in questa data l’Italia trionfò al mondiale in Spagna. E quest’anno, invece, abbiamo gioito per la vittoria ai campionati europei.
Per un mese abbiamo seguito questa competizione in cui la squadra ha mostrato un entusiasmo contagioso. Dopo la delusione dell’eliminazione dalla fase finale degli ultimi mondiali era difficile immaginare il percorso che è stato fatto. Ma il nuovo commissario tecnico Roberto Mancini è riuscito in pochi anni a costruire un gruppo solido, unito, nel quale ad alcuni veterani si sono affiancati giovani di belle speranze che sono stati molto importanti. E i risultati si sono visti con il passare del tempo, con una squadra che è andata sempre meglio.
La fase finale del Campionato Europeo si doveva disputare l’anno scorso, ma a causa della pandemia è stato rimandato al 2021. L’Italia ha giocato prima le partite del girone contro Turchia, Svizzera e Galles, vincendole tutte agevolmente. Poi sono iniziati gli incontri ad eliminazione diretta, che sono stati più difficili. La vittoria ai supplementari contro l’Austria, quella convincente a metà contro il Belgio e quella molto sofferta ai rigori contro un’ottima Spagna, hanno mostrato una squadra che oltre alle qualità tecniche ha saputo soffrire e superare le difficoltà.
E si è arrivati alla finale contro una presuntuosa Inghilterra che era sicura di vincere e che per di più giocava in casa, a Wembley storico stadio di Londra, definito anche “Il tempio del calcio”. Un gol subito dopo soli due minuti ha dato un po’ di sconforto. Ma l’Italia ha reagito, ha preso in mano la partita e ha meritatamente pareggiato con Bonucci. Dopo i tempi supplementari in cui si è avvertita la stanchezza si è arrivati nuovamente ai rigori, come nelle semifinali. Due parate di Donnarumma, premiato tra l’altro come miglior giocatore del torneo, hanno permesso all’Italia di vincere.
Gli inglesi non portano la coppa a casa, come credevano. La coppa viene in Italia, dove mancava dal 1968, data di quello che era finora l’unico successo azzurro.
Giuseppe Di Spirito

