Bentrovati miei piccoli amici! Eccoci di nuovo qui per capire insieme cos’è la disabilità. Nei nostri due ultimi incontri abbiamo potuto conoscere due storie di diversità, legate alla presenza di una difficoltà fisica e motoria.
Tanto i protagonisti del cartone “The Gift”, quanto il nostro soldatino bionico Tin mancavano infatti di una gamba. Il loro corpo incontrava quindi maggiori difficoltà nello svolgere azioni molto comuni come camminare, correre o giocare.
Esistono poi anche altri tipi di disabilità, come le disabilità sensoriali e quelle intellettive, ed anche queste rendono spesso la vita delle persone che ne sono portatrici un po’ più complicata della nostra.
Facciamo un esempio facile: la normalità prevede uno standard della vista di dieci decimi ed io, quando devo leggere alla lavagna l’esercizio che la maestra mi ha assegnato, strizzo gli occhi per mettere a fuoco le parole, a causa di una miopia che è peggiorata.
Vivo cioè una diminuzione nella mia abilità di osservare il mondo, ho una disabilità. Non vedo bene ma, per fortuna, potrò risolvere il mio problema indossando degli occhiali nuovi.
Quando parliamo di disabilità possiamo quindi pensare a come adeguare il contesto sociale in cui tutti viviamo alle necessità e alle “diverse” capacità di alcune persone rispetto a ciò che già esiste ed è conosciuto come la norma.
L’articolo 23 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ci parla proprio questo. Il suo obiettivo è garantire una vita piena e dignitosa ai bambini che vivono condizioni di disabilità, impegnandosi a proporre soluzioni, adeguamenti ed aiuti perché il mondo sia a misura di ognuno. Garantisce loro l’accesso alla scuola, alle cure, al lavoro futuro e al gioco, perché nessuno resti escluso.
Non sarebbe bello poter dare una mano anche noi?
Se vi state chiedendo come, questo è quello che è successo a Matilde >> La storia di Matilde
Un abbraccio inclusivo e alla prossima settimana!

