Una crescita infinita non è possibile in un mondo finito e, senza una svolta radicale nei comportamenti individuali, non c’è futuro per la nostra sopravvivenza sul pianeta.
Gli incendi devastanti dell’Australia nel giro di un paio di mesi, tra il 2019 e il 2020, hanno bruciato qualcosa come 100 mila chilometri quadrati di territorio, praticamente quanto l’intero Nord Italia. L’aumento del livello del mare. È un fenomeno globale, il livello del mare si sta alzando in tutto il mondo a causa della fusione dei grandi ghiacciai, soprattutto della Groenlandia e in parte anche dell’Antartide. E poi le ondate di calore estivo.
Nella ipotesi migliore, cioè quella di un aumento della temperatura di soli 2°C e dell’innalzamento del mare di solo mezzo metro, i cambiamenti ci saranno e non possiamo tornare indietro…
«Il nostro pianeta è malato, ha un’intossicazione che abbiamo provocato noi. È come se fosse un corpo umano con la febbre. Tutto è stato causato dal carbone e dal petrolio che abbiamo bruciato. Questa intossicazione ha fatto venire la febbre al pianeta Terra che oggi ha già un grado in più di quanto dovrebbe avere di norma. Che cosa succede ora?». A dircelo è il meteorologo Luca Mercalli.
L’effetto serra.
«Va detto che nell’ultimo secolo» spiega Mercalli «gli uomini, bruciando carbone, petrolio e gas, combustibili fossili a effetto serra, soprattutto CO2, hanno reso più spessa la coperta chimica. Una coperta più spessa trattiene più raggi infrarossi di quelli necessari in natura e riscalda chi ci sta sotto, cioè noi. Troppa CO2 infatti non permette l’uscita dell’energia solare ricevuta sulla Terra e allora il calore resta intrappolato. In questo modo la temperatura del nostro pianeta aumenta e l’ambiente soffre per il troppo caldo. Se l’uomo continua a inquinare così tanto, nei prossimi anni il clima diventerà più difficile da sopportare e l’effetto serra risulterà pericoloso».
«La Terra è come se avesse un po’ di febbre: circa un grado in più del normale. Ma se non facciamo nulla per curare il clima inquinando meno, la febbre salirà fino a 5°C entro il 2100, rendendo il pianeta poco ospitale per noi. Se invece interveniamo in fretta per ridurre l’inquinamento atmosferico, allora possiamo limitare la febbre a un paio di gradi in più».
«Con la fusione dei ghiacciai e il riscaldamento delle acque, il livello degli oceani aumenta: negli ultimi 100 anni è già salito di 20 centimetri».
«Se entro il 2100 la temperatura media aumenterà di 5 gradi le grandi pianure si desertificheranno, non si potrà più coltivare né allevare animali e le persone dovranno lasciare le loro fattorie e trasferirsi altrove per sopravvivere».
«In estate l’effetto serra causa ondate di caldo sempre più intense, frequenti e prolungate con grande disagio per tutti, in particolare per la salute degli anziani. I problemi causati dalle ondate di caldo saranno ancora più forti nelle città in cui il cemento e l’asfalto assorbono molto calore e poi lo rilasciano nell’aria, anche di notte: un fenomeno chiamato isola di calore urbana. Qui le temperature medie potrebbero aumentare di otto gradi in futuro e nelle giornate più calde si potrebbero toccare i 50°C nelle città più meridionali di Europa e Stati Uniti».
Alluvioni, arrivo di insetti dannosi, riduzione della neve, crisi del turismo invernale, sono alcune conseguenze del cambiamento climatico.

