Aveva più di quindici anni il dolcissimo Argo, il cane soprannominato “mascotte degli scavi”. Ha vissuto la sua vita da randagio circondato dall’amore e dalle cure dei gestori del sito storico campano. Argo ha vissuto tra le mura del passato, salutando con fervore e affetto i milioni di visitatori quotidiani che affollano Pompei. Molto spesso veniva immortalato nelle istantantanee dei turisti, definendosi una presenza.simbolo costante e ricorrente per ogni passante. Purtroppo, era malato da tempo: nei giorni scorsi l’ecografia aveva evidenziato una massa tumorale che ha compromesso la funzionalità del fegato. A prendersi cura di lui l’organizzazione Archeogatti Odv che da settimane ne stava dando aggiornamenti sulla sua pagina Facebook: solo pochi giorni fa aveva ripreso a mangiare, sembrava che potesse farcela, almeno per qualche passeggiata fra i suoi amati scavi. Ma così non è stato: tutti lo ricordano come un cane buono e simpatico. Spesso veniva immortalato nelle istantanee dei turisti, diventando un simbolo del silenzioso luogo. Un ricordo commosso quello della storica guida che lo conosceva bene: “Mi dicono che il nostro Argo non c’è più… e non mi sembra vero… Sono sicura che lo vedrò in ogni angolo della sua amata Pompei ogni volta che improvvisamente mi girerò e mi sembrerà che la sua anima silenziosa sia tornata a casa. Buon viaggio Argo”. La pagina “L’archeologia ignorante” gli dedica un lungo post , paragonando la storia di Argo a quella del celebre cane di Ulisse e nella parte finale si legge: “Tutti noi che frequentiamo Pompei oggi abbiamo perso il nostro Argo. Proprio così si chiamava, ed era il vero custode di Pompei. Te lo ritrovavi ovunque, che tu stessi all’anfiteatro o alla casa dei Vettii, che stessi nel foro o al lupanare. Lui girava, per vedere se tutto andasse bene. Era come quei professori vecchi e coccolosi: il passo autorevole che mai, però, impediva a chiunque di accarezzarlo […] Argo stava là, disteso in un angolino all’ombra, perché sapeva che chiunque di noi avrebbe protetto il suo dolce sonno. Tutti avremmo impedito che lo si disturbasse. Io non lo so come si dice in questi casi, però so che sarà molto brutto andare a Pompei e non poter più sperare di trovarlo in giro. É vero che starà sempre lì, però è vero anche che la sua assenza peserà molto e che Pompei, perdendo questo cagnolone, ha perso anche tanta della sua umanità”.
Buon ponte, Argo. Sarai ricordato come un pezzo importante della storia. E’ nelle tracce del passato che sarà custodita la tua memoria,
Alla prossima

