Toshiro Muto, capo del Comitato organizzatore di Tokyo 2020, in una conferenza stampa ha detto che il monitoraggio è continuo e in caso di aumento dei contagi prenderanno altri provvedimenti.
I Giochi si dovevano fare e si faranno, nonostante gran parte della popolazione giapponese sia contraria per la paura di nuove impennate di positività durante le Olimpiadi. Allo storico motto oggi è stata aggiunta la parola “insieme”: “Citius, altius, fortius, communis” (Più veloce, più alto, più forte, insieme), è la variazione dopo 127 anni di storia. Perchè il movimento olimpico vuole superare l’era della pandemia “insieme”.
“La cancellazione sarebbe stata facile, ma non è mai stata un’opzione per noi”, perché “il Cio non abbandona mai gli atleti”, ha detto il presidente del Cio. Persiste lo stato d’emergenza prorogato fino a fine evento, possibilità di muoversi fuori dal circuito dei Giochi ridotta a zero per i primi 14 giorni e un meccanismo di ingresso nel Paese che tuttavia con il passare dei giorni diventa sempre più rodato. Ma a soli tre giorni dall’apertura ufficiale dei Giochi di Tokyo 2020, resta ancora un clima di incertezza dovuto all’evolversi della pandemia di Covid in Giappone. Come dire, si monitora giorno dopo giorno.
Intanto la situazione sanitaria si aggrava, la variante Delta non risparmia l’estremo oriente e ogni aereo che atterra a Tokyo viene visto come una nuova minaccia.
“Fateci gareggiare” è invece il coro che si leva da gran parte degli atleti, già pronti domani a scendere in campo con le prime prove. “I rischi ci sono – ha detto l’ex oro olimpico inglese Greg Rutherford – ma non farci gareggiare non sarebbe giusto”.

