Nel cuore del Vallo di Diano, tra prati che profumano di fiori e il fiume Tanagro che scorre lento come una ninna nanna, si innalza un traliccio, alto e maestoso, che sembra una torre pronta a sfiorare il cielo.
Da quasi trent’anni, ogni primavera, due viaggiatori alati tornano sempre lì: sono le cicogne bianche.
In un mattino di marzo, il maschio giunse da lontano.
Aveva sfidato i deserti dorati e i mari sconfinati, e quando i suoi occhi scovarono la valle, il cuore gli balzò d’allegria: era tornato a casa.
Si posò sul traliccio e guardò intorno. «Ecco il mio nido!» disse tra sé.
Con pazienza raccolse rami, fili d’erba e pagliuzze del fiume.
Ogni ramo era un ricordo, ogni filo d’erba un sorriso.
Preparava la casa per chi amava.
Qualche giorno dopo, la femmina apparve tra le nuvole rosa del tramonto.
«Sono tornata!» disse, battendo il becco toc-toc, che suonò come una melodia di gioia.
«Ti aspettavo» rispose lui.
«Il nido è pronto. Vieni a vedere: è forte come la nostra promessa.»
Lei depose le uova, bianche come perle di luna.
Lui le guardò con orgoglio.
«Veglieremo insieme» sussurrò.
E così fecero, notte dopo notte, mentre la valle respirava silenziosa.
Poi, un mattino, si udì un cric… crac…. Dal guscio spuntarono piccole testoline curiose.
«Benvenuti, figli del vento!» disse la mamma.
«Crescete, piccoli della luce!» aggiunse il papà, portando rane e insetti raccolti nei prati e lungo il fiume.
Dal basso, due bambini, Lia e Marco, alzarono gli occhi al cielo.
«Ogni anno tornano, sempre nello stesso posto!» disse Lia, incantata.
«Forse perché qui si sentono amati» rispose Marco, stringendole la mano.
I piccoli crebbero veloci.
Un giorno provarono le ali.
«Guarda mamma, riesco a sollevarmi!» gridò Pio.
«Io faccio il giro del traliccio!» esclamò Pia.
«Anch’io volerò alto!» rise Piuma.
Il vento li sosteneva, il cielo li accoglieva e la valle intera sembrava applaudirli.
Arrivò l’autunno e la mamma radunò la famiglia.
«È tempo di partire. Dobbiamo tornare in Africa, dove il sole non si spegne mai.»
«Ma torneremo davvero qui?» chiese Piuma, con gli occhi che brillavano.
«Sempre» disse il papà. «Perché un luogo sicuro, con cibo, acqua e amore, diventa per sempre casa.»
Le cicogne volarono in cerchio sopra la valle, come per abbracciarla tutta.
Lia gridò con la voce che correva fino al cielo: «Arrivederci amici alati! Vi aspettiamo in primavera!»
E così, anno dopo anno, le cicogne tornano, puntuali come la primavera.
Il loro volo è un abbraccio al Vallo di Diano e ogni ritorno è una promessa che la natura mantiene.

