Dopo quello brasiliano di Rio, il Carnevale di Barranquilla, in Colombia, è il secondo Carnevale più grande del Sudamerica e quest’anno si svolgerà dal 26 al 29 marzo nell’omonima città sulla costa caraibica. La festa è un mix di tradizioni indigene, europee ed africane, dove il protagonista è la mascotte Joselito, che il martedì grasso viene seppellito per poi risorgere l’anno successivo più vivace che mai. “Joselito” è un personaggio simbolico della tradizione colombiana, un pupazzo, impersonato da un uomo, con il corpo ricoperto di mais che si gode il Carnevale dall’inizio alla fine, ubriacandosi e danzando fino allo svenimento. Il martedì di Carnevale gli abitanti di Barranquilla, trovandolo privo di sensi e credendolo morto, gli organizzano una sepoltura e lo mettono in una bara. Ma prima di essere seppellito, tra lacrime e grida di dolore, Joselito si sveglia urlando: “Non ero morto, facevo solo festa”. In questo modo i Barranquilleros mettono in scena un rituale che celebra la fine del carnevale ed il passaggio dalla baldoria della festa alla vita quotidiana. Ogni anno, il primo giorno di Carnevale si tiene invece la “Battaglia dei Fiori”, una parata di sei ore, considerata la più importante della manifestazione, che porta all’elezione del Re e della Regina del Carnevale.
Il Carnevale di Barranquilla è stato inserito tra gli eventi considerati “Patrimonio Cultural de la Nacion”, un riconoscimento che gli è stato tributato anche dall’Unesco, che lo ha riconosciuto tra i “Capolavori del patrimonio orale e immateriale dell’umanità”.

