La mafia da criminalità “mafiosa” a delinquenza “comune”
È un’organizzazione nata verso la metà del 1800 per far rispettare regole ingiuste a persone già povere a favore dei ricchi.
La mafia siciliana, detta anche “Cosa Nostra”, segue delle regole criminali proprie e rinnega quelle dello Stato.
Per molto tempo la Mafia ha agito nell’ombra facendo “paura” utilizzando metodi violenti, ricatti e, soprattutto, rifugiandosi nell’omertà dei suoi affiliati e diventando impenetrabile. Ma poi le cose sono cambiate e le forze dell’ordine sono riuscite a scoprire la verità fatta soprattutto di sangue e dolore.
In Italia ci sono anche altre organizzazioni criminali come la Camorra in Campania, la Ndrangheta in Calabria, la Sacra Corona Unita in Puglia. Ma il termine Mafia, oggi, definisce tutte le altre organizzazioni criminali perché le “regole” che si sono date sono simili a quelle che hanno fatto scuola; quelle di “cosa nostra”.
La mafia, finalmente, è stata messa nell’angolo dai giudici e dalle forze dell’ordine che hanno imparato a conoscerla meglio studiando, informandosi, acquisendo consapevolezza del modo di agire dei mafiosi.
Infatti, dopo l’assassinio di Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, oltre ai tanti altri uomini e donne che facevano parte dell’esercito che lo stato italiano ha messo in campo per combattere la mafia, “cosa nostra” ha perso gran parte della sua “fama” di organizzazione impenetrabile.
“Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola” diceva Paolo Borsellino!
La nuova frontiera della lotta alla mafia è proprio la “paura” che ha la gente comune che, in gran parte, ha subito e accettato di vivere chiusa nei suoi timori più che uscire e dimostrare insofferenze e avversione al fenomeno mafioso che l’ha tenuta “sequestrata” nelle “stanze” della paura.
Il sacrificio di chi ha impegnato la sua esistenza per dare a tutti noi di vivere liberi in una nuova una nuova era. Oggi il contrasto alla criminalità mafiosa è diventato un “fenomeno” di cui si può gioire senza la paura di subire ritorsioni per sé e per i propri cari.
È di qualche giorno fa la notizia che un grosso capomafia sia stato arrestato dopo 30anni di latitanza.
I cittadini di Palermo che in strada hanno assistito all’arresto di Matteo Messina Denaro lo hanno applaudito… gli studenti di Castelvetrano il giorno dopo hanno riempito la piazza… l’opinione pubblica nazionale ma anche mondiale si è complimentata con le forze dell’ordine… sono un segno di speranza e cambiamento irreversibile.
Però, solo se gli Italiani e i Siciliani sapranno continuare ad andare avanti nella direzione indicata da centinaia di vittime della mafia, la criminalità diventerà solo “comune” e avrà timore dello Stato che, essendo democratico, ha esso solo il diritto di usare la forza per far rispettare le leggi e le regole che democraticamente si è dato!

