Il fabbisogno di gas naturale dell’Italia per l’anno 2021 è stato di circa 76 miliardi di metri cubi e solo 3,34 di questi sono stati estratti da giacimenti italiani. Secondo i dati del Ministero dello Sviluppo Economico la regione in cui si estrae più gas è la Basilicata (olte 1 miliardo di metri cubi). A seguire ci sono la Sicilia, l’Emilia Romagna e il Molise, mentre i giacimenti “marini” più ricchi si trovano al largo delle coste dell’Emilia Romagna e, più in basso, nelle acque di fronte a Marche e Abruzzo.
Dalla Russia proviene il 37,8% della nostra fornitura e il gasdotto attraverso cui il gas arriva nel nostro paese attraversa l’Ucraina. La guerra attualmente in corso ha sollevato in molti Stati europei la preoccupazione per l’approvvigionamento delle risorse energetiche primarie e, in Italia, il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha proposto un raddoppio della capacità del gasdotto TAP, per ridurre la nostra dipendenza energetica dalla Russia.
Attualmente in Italia il 35% dell’energia utilizzata deriva dal petrolio, il 32% dal gas naturale, il 19% da fonti rinnovabili, l’8% dal carbone ed un restante 6% è energia elettrica importata.
Il gas è dunque un combustile fondamentale, oltre ad essere un combustibile “buono” poiché immette in atmosfera meno inquinanti di altri combustibili fossili ed è per questo considerato un combustibile di transizione verso le energie da fonti rinnovabili.
Cos’è il TAP
Il TAP (Trans Adriatic Pipeline) è un gasdotto lungo 878 km che parte dalla Grecia, attraversa l’Albania, il Mar Adriatico e termina in Puglia, nel comune di Melendugno, in provincia di Lecce. È uno dei cinque gasdotti che permettono al nostro paese di importare gas naturale dall’estero, in particolare dall’Azerbaijan, dove è presente uno dei giacimenti di metano più importanti del mondo, il Shah Deniz. Il TAP viene definito il “corridoio meridionale del gas”, e si compone di tre diversi gasdotti collegati tra di loro. Questo gasdotto ci permette di coprire circa il 9% del fabbisogno nazionale di gas e può rappresentare una sorta di ancora di salvataggio nei casi di blocco delle importazioni o di un eccessivo aumento dei prezzi.
Al momento della sua costruzione, il gasdotto italiano del TAP fu oggetto di dure critiche ed opposizioni, per il timore di possibili incidenti e per il suo impatto ambientale. Ma le valutazioni della Procura di Lecce per conto del Ministero dell’Ambiente non rilevarono rischi rilevanti nè irregolarità.

