Mangiare per generare elettricità. Una nuova trovata della catena di fast food McDonald’s China, che prende il nome di “Upcycle for Good” e che prevede cyclette al posto delle sedie per i suoi clienti.
Sui media cinesi l’iniziativa è stata per un po’ catalogata come “pro fitness”, un modo di bruciare le calorie immagazzinate nutrendosi di big mac e french fries, ma McDonald’s ha sottolineato che l’intenzione del colosso è di “ispirare comportamenti più ecologici”.
Lo scorso dicembre erano state installate cyclette in due locali cinesi, nel ristorante Jieyang Wanda nella provincia del Guangdong e nel ristorante di New Hualian a Shanghai.
La trovata sembra piuttosto un’operazione di greenwashing, parola con cui si definisce una sorta di ambientalismo di facciata utilizzato come strategia di comunicazione, da aziende e non solo, per favorire l’idea di una produzione pulita sotto il punto di vista dell’impatto amientale.
Curiosità: In Italia la prima ordinanza di un tribunale contro il greenwashing si è avuta dal Tribunale di Gorizia. L’azienda Alcantara, con sede in Umbria, produttrice dell’omonimo tessuto utilizzato nei rivestimenti delle auto e in molti arredamenti, ha vinto contro l’Azienda Miko, situata in Friuli. Entrambe di proprietà giapponese, le due aziende si sono scontrate sulla “comunicazione ingannevole” del tessuto da loro prodotto.

