Ogni bambino deve poter far sentire la propria voce. Deve poter parlare, raccontarsi, chiedere, ed essere ascoltato. Il diritto alla libertà di espressione riguarda tutti, adulti e minori, è un diritto costituzionale, nella sua forma di Libertà di espressione e d’informazione (art.11) ed un diritto garantito dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia (art.3), profondamente collegato al diritto alla non discriminazione e al miglior interesse del bambino.
Esprimersi vuol dire letteralmente “far uscire”, “spremere fuori”, così come spremendo un’arancia ne ricaviamo un gustoso succo dalla polpa.
L’espressione è quindi un po’ il succo di un sentire, di un pensare, di un volere. Si può dire che ognuno, parlando e non solo, esprima la propria personalità, decidendo per sé e per la propria vita quali principi seguire e, quindi, quali scelte compiere.
Da bambini non abbiamo tuttavia completa e piena autonomia decisionale. Genitori ed insegnanti sono figure spesso incaricate di decidere per noi, è un loro dovere in realtà supervisionare e seguire il nostro sviluppo, perché, ahimè, a 8,9,10,11 anni non siamo ancora in grado di capire molte cose da soli.
Agli adulti più vicini spetta dunque il compito di valutare il nostro sviluppo e la nostra capacità di decidere, e in parte, nella parte giusta, lasciarci fare.
Il tuo diritto di bambino ad esprimere la tua opinione, senza pressione o influenza esterna, resta. Non aver paura, insomma, di dire la tua. Siamo pronti ad ascoltarti.

