Beverly Zhu è nata in California, negli Stati Uniti d’America, da genitori cinesi. Ha 19 anni e nel 2018 ha rinunciato alla cittadinanza americana per competere come pattinatrice della squadra olimpica cinese. Ha recuperato il suo nome e la sua prima nazionalità, e così Yi Zhu ha partecipato alla gara a squadre di pattinaggio artistico alle Olimpiadi di Pechino 2022, che hanno avuto luogo dal 4 al 7 febbraio.
Nel corso della prima prova del programma della competizione, durante un esercizio che gli esperti del settore definiscono “triplo lutz/triplo toeloop”, è finita nella balaustra, sbattendoci dopo essere caduta da un salto. Zhu si è rialzata in lacrime, è ricaduta, si è rialzata, ma il peggio la attendeva sui social media.
Nel giro di pochi minuti infatti, gli utenti di weibo, il principale social network cinese, hanno cominciato ad insultare Yi Zhu, ripetendo gli hasthag #LacadutadiZhu e #YiZhuècaduta, alcuni accusnadola di non essere un’autentica cinese. La giovane pattinatrice, con il suo fallimento, avrebbe “imbarazzato la Patria”. In poche ore il video è stato condiviso più di 200 milioni di volte, seguito da commenti pieni di cattiveria.
Weibo ha poi deciso di bannare gli hashtag e cancellare i post più cattivi. La caduta di Beverly Yi Zhu ci insegna qualcosa: cadere non è una vergogna, il bullismo e l’odio sui social si.

