A conoscerla solo un po’ l’ortografia inglese può sembrare priva di logica e più “strana” rispetto a quella della gran parte delle altre lingue del mondo. Molte parole infatti si scrivono in modo quasi identico ma si pronunciano in modo molto diverso. I motivi di questa caratteristica sono principalmente storici, legati alle numerose influenze che l’inglese ha subìto e all’invenzione della stampa. La linguista Arika Okrent ha ricostruito in un suo saggio i passaggi salienti che hanno portato l’inglese a essere così difforme nella pronuncia rispetto alla lingua scritta. Uno dei motivi principali ha a che fare con le sue origini: l’inglese moderno è un discendente diretto della lingua germanica parlata dalle tribù anglosassoni, che abitavano la Gran Bretagna nel V secolo dopo Cristo. Dopo circa tre secoli arrivarono i Vichinghi che ibridarono la lingua con il loro norreno, cioè l’antico norvegese. Dopo ancora – nel 1066 – vennero i Normanni dalla Francia, che aggiunsero il francese all’equazione. Nei secoli successivi l’inglese continuò a mescolarsi con elementi di altre culture, da quelle continentali europee a quella celtica e latina, in un mix del tutto casuale e dettato dalle abitudini dei parlanti. Un secondo motivo ha a che fare con l’invenzione e la diffusione della stampa a caratteri mobili in Europa. Quando un mercante di nome William Caxton aprì la prima officina tipografica in Inghilterra, nel 1476, si cominciò infatti a pensare a come stampare libri in inglese, che potenzialmente potevano avere un pubblico più vasto rispetto a quelli in francese o latino, allora rispettivamente lingua ufficiale dello Stato, a causa del dominio normanno, e lingua della Chiesa. La professione tipografica ebbe quindi un ruolo importante nel fissare lo standard dell’inglese scritto che emerse in quegli anni: alcune parole vennero accorciate o cambiate per il semplice fatto che una trascrizione era più facile da comporre e riprodurre rispetto a un’altra, senza badare troppo a rappresentare fedelmente il modo in cui la parola era pronunciata. Parallelamente, cominciò a formarsi un pubblico sempre più ampio di lettori e lettrici che si abituarono a certe forme piuttosto che ad altre, un altro fattore che contribuì a fissare lo standard di scrittura, indipendente dalla corrispondenza tra pronuncia e trascrizione.
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