Quest’anno sono 6.045 le persone in tutto che hanno ottenuto il punteggio maggiore sui 130.111 richiedenti non nativi di Pechino e che quindi possono ricevere l’hukou della città, ovvero il certificato di residenza della famiglia.
户口 hùkǒu si traduce “registrazione di residenza” o in un’accezione meno letterale, “popolazione”, in riferimento al numero di individui registrati nei censimenti e per la fiscalità. Il primo carattere, 户, significa “porta” o “famiglia”, il secondo invece, 口, vuole dire “bocca” ed è il carattere utilizzato dopo un numerale se ci si riferisce ai membri di una famiglia.
L’hukou è un sistema di certificazione di residenza della Repubblica Popolare Cinese, che, oltre a registrare l’area di residenza di una persona, include informazioni identificative e dati personali su di essa e, essendo rilasciato per nuclei familiari, è anche utilizzato come registro familiare in diversi ambiti amministrativi. Questo sistema, detto anche “huji” (户籍), ha origini nell’antica Cina imperiale.
L’hukou fu istituito nel 1958 e il suo scopo era quello di distinguere la popolazione cinese rurale da quella urbana e dunque i lavoratori delle Comuni agricole da quelli delle “Unità di Produzione” (danwei) cittadine. Se lo stato maoista creò un simile sistema fu per imporre un rigido controllo sugli spostamenti della popolazione, evitando una caotica ed eccessiva urbanizzazione, tipica dei momenti di rapido cambiamento e modernizzazione sociale, come quello che la Cina affrontava ai tempi.
Sostanzialmente, l’hukou stabilisce differenti diritti per cittadini provenienti da diverse aree geografiche, perché i programmi per l’assicurazione sociale, il benessere sociale e l’assistenza sociale sono finanziati a livello locale. In questo modo, ad esempio, a chi dalla campagna si trasferisce in una metropoli non sono garantiti servizi pubblici, come la sanità e l’istruzione.
Con il profondo cambiamento sociale cinese dell’ultimo trentennio, l’integrazione tra città e campagna è stata sempre maggiore e decine di milioni di persone sono emigrate nelle metropoli per lavorare. Ma l’hukou esiste ancora.

