Cosa c’è in un nome?
“Quella che chiamiamo rosa anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo.”
Lo ha scritto il drammaurgo inglese William Shakespeare in una delle sue tragedie più note, “Romeo e Giulietta”, che sicuramente conoscerai. Sono le parole di Romeo, che implora Giulietta di rinunciare alla sua famiglia, da sempre in conflitto con quella di lui, per sposarlo. Ma cosa c’è allora in un nome?
Avere un nome è un diritto, e pertanto, in quanto diritto viene riconosciuto dalla legge italiana, così come dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (art.7) che ti riguarda tanto da vicino. Hai diritto ad avere un nome, quindi, e al momento della tua nascita il tuo nome, il nome dei tuoi genitori e la data dovrebbero venire scritti. Certo, il tuo nome non dice nulla di chi tu sei, ma aiuta a renderti una “personalità giuridica”, in altri termini ti rende un soggetto unico, identificato, che ha diritti e doveri.
Oltre al nome, l’articolo 7 ti garantisce il diritto di avere una nazionalità e il diritto di conoscere i tuoi genitori e venire accudito da loro. In questo modo, dapprima la tua famiglia e poi lo Stato in cui nasci ti riconoscono, e tu diventi una parte importante di questo puzzle di relazioni.
Francesca Schiavo Rappo
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