La fanciulla obbedì, indossò l’abito di carta e uscì col cestino. Da ogni parte non c’era che neve e neanche un filo di verde. Quando arrivò nel bosco, vide una casetta da cui sbirciavano tre nani. La fanciulla diede loro il buongiorno e bussò timidamente alla porta. Essi gridarono: – Avanti! – ed ella entrò nella stanza e si mise a sedere sulla panca vicina alla stufa; voleva scaldarsi e mangiare la sua colazione. I nani dissero: – Danne un po’ anche a noi. – Volentieri, – ella disse; divise in due il suo pezzetto di pane e gliene diede metà.
Essi domandarono: – Che cosa cerchi nel bosco, d’inverno, con quel vestitino sottile? – Ah, -ella rispose, – devo cogliere un cestino di fragole, e senza non posso tornare a casa-. Quando ebbe mangiato il suo pane, essi le diedero una scopa e dissero: – Spazza via la neve davanti alla porta, dietro casa-. Ma appena fu uscita, i tre omini dissero: – Cosa dobbiamo regalarle, poiché è così gentile e buona e ha diviso il suo pane con noi? – Allora disse il primo:- Che diventi più bella ogni giorno-. Disse il secondo: – Che le cadano di bocca monete d’oro a ogni parola che dice-. Il terzo disse: – Che venga un re e la sposi. E la fanciulla fece quanto le avevano detto i nani, con la sua scopa spazzò via la neve dietro la casetta, e cosa credete che trovasse? Tante fragole mature che spuntavano vermiglie dalla neve. Allora si affrettò lietamente a riempire il cestino, ringraziò gli omini, strinse la mano a ciascuno e corse a casa a portare alla matrigna quel che le aveva chiesto. Quando entrò e disse: – Buona sera! – Subito le cadde di bocca una moneta d’oro. Poi raccontò quello che le era successo nel bosco, ma ad ogni parola che diceva le cadevan di bocca le monete d’oro, cosicché ben presto tutta la stanza ne fu coperta. -Guarda che insolenza, – esclamò la sorellastra, – gettare il denaro in questo modo! – Ma in segreto ne era invidiosa e voleva andare pure lei nel bosco in cerca di fragole. La madre disse – No, mia cara piccina, è troppo freddo, mi potresti gelare-. Ma siccome quella non la lasciava in pace, finì col cedere, le cucì un magnifico giubboncino di pelliccia, glielo fece indossare e le diede pane burro e focaccia da mangiare per la strada. La fanciulla arrivò nel bosco proprio davanti alla casetta. Anche stavolta i tre nani sbirciavano fuori, ma ella non li salutò, e senza guardarli né salutarli, entrò goffamente nella stanza, sedette vicino alla stufa e cominciò a mangiare il suo pane e burro e la sua focaccia. -Daccene un po’! -esclamarono i nani, ma ella rispose: -Non basta a me, come posso darne ad altri? -Quando ebbe finito di mangiare, essi dissero: -Eccoti la scopa, spazza davanti alla porta dietro casa. – Si! Spazzate voi, – rispose, -non sono la vostra serva-. Quando vide che non le volevano regalar nulla, prese la porta. Allora gli omini dissero: -Che cosa dobbiamo regalarle, visto che è così scortese e ha un cuore cattivo e geloso, senza carità? -Il primo disse: -Che ogni giorno diventi più brutta-. Il secondo disse: -Che ad ogni parola che dice le esca di bocca un rospo-. Il terzo disse: -Che muoia di mala morte-. La ragazza fuori cercò le fragole, ma non avendone trovata neanche una, andò a casa stizzita. E quando aprì la bocca per raccontare a sua madre quel che le era successo nel bosco, ad ogni parola saltava fuori un rospo, cosicché tutti avevano orrore di lei.
Atlante delle emozioni/ La tavola dei destini
Il vestito di carta introduce un tema surreale. Com’è possibile fare un simile manufatto? È chiaro che sta per iniziare un viaggio verso sentieri di delicate avventure, fragili e per cuori delicati e ultraterreni. La fanciulla sta perdendo la sua vecchia identità e quindi chiameremo questo momento, un CICLO DELLA DIMINUZIONE. Le fragole sono frutti che colpiscono per la loro forma a cuore e il colore rosso della passione ❤️🔥 altro segno di un destino appropriato per un’eroina o una principessa. Questo indizio ci avvicina al CICLO di una rinascita e di compiti creati per far crescere in ARMONIA. I tre omini che la fanciulla incontrerà sono creature inseparabili dal bosco. Sono figure che ben si incastrano: CASETTA/BOSCO/OMINI. Potremmo immaginare uno stemma che li rappresenti. Anche la casetta è fatta per trattenere un ospite: le finestre da dove sbirciare sono occhi per captare piccoli dettagli importanti che faranno poi scegliere le parole giuste da rivolgerle. Un focolare e una panca sono ancora luoghi per offrire gesti di bontà e di condivisioni. Il pane spezzato in due rappresenta il sentimento di fiducia totale tipico di chi vuole affidarsi e partecipare alla vita misteriosa. Il RETRO della casa ci ricorda che una moneta ha due facce è quella che è “dietro” nasconde tesori inaspettati. Infatti, è lì che nascono frutti prelibati! Il ritorno a casa sarà il momento per rivelare i due doni; la bellezza e la cascata di monete d’oro. Questo miracolo stimolerà lo stupore della matrigna e della sorellastra, ma anche l ‘invidia e la sfida motori di un progetto di una partenza fatta di precauzioni rassicuranti ma forse troppo rassicuranti. L’arrivo della sorella alla casetta viene descritto con la circostanza del rifiuto del saluto. Il fatto che non venga rispettato il buongiorno implica l’auto esclusione dal ciclo di FUSIONE con la vita del bosco e di conseguenza di sottrarsi al rito della condivisione. Ella non gioirà del frutto rosso e tenero del sentimento puro.

