Si sta svolgendo sull’isola di Goa, in questi giorni, il carnevale indiano per eccellenza. I festeggiamenti durano 4 giorni e il carnevale viene celebrato in tutte le città dell’isola, Panaji, Margao, Vasco, Ponda e Mapusa, con l’idea unica di divertirsi.
La festa di Carnevale, portata in India nel XVIII secolo dalla dominazione coloniale portoghese, non fu immediatamente accettata dalle popolazioni locali, e la sua rinascita si deve al musicista Timoteo Fernandes.
Nel 1965, infatti, Timoteo Fernandes si travestì da Re, prese un carro trainato da due buoi, ed accompagnato da un gruppo di amici con bongos e chitarre, sfilò per le strade del suo villaggio fino ad arrivare a Panjim. La stessa cosa fece l’anno dopo, e così la sfilata andò arricchendosi di gente che ballava e festeggiava. Nel 1967 il Primo Ministro Goano trasformò il Carnevale di Goa in un evento ufficiale e sponsorizzato dallo Stato. Timoteo Fernandes fu incoronato Rey Momo, il Re del Caos, e lo restò per molti anni.
Il Festival, come detto, dura quattro giorni, dal Sabato Grasso al Martedì ed ha connotati soprattutto musicali ma non manca il cibo, a cominciare dalla bebinka: un sontuoso pudding indo-portoghese composto da sette strati a base di farina integrale, zucchero, burro ghee, tuorlo d’uovo e latte di cocco. A Panjim, il festival è spesso completato dal “Grape Escapade”, una festa del vino locale in cui non mancano i balli dal vivo: ci si sposta al Samba Square, nel giardino municipale di Panjim, dove danze portoghesi ed indiane si mescolano e fanno danzare le persone tutta la notte.

