Patrick Zaki, il dottorando egiziano dell’Università di Bologna arrestato in Egitto nel 2020 durante una vacanza, il 7 dicembre scorso è stato scarcerato. Finalmente libero, ma non assolto. Patrick era stato accusato dal suo stesso Stato di cittadinanza, l’Egitto appunto, di propaganda sovversiva, poiché aveva pubblicato sui suoi account social notizie e opinioni critiche nei confronti del governo egiziano. Secondo gli avvocati del ragazzo i post pubblicati su Facebook, che gli sono costati la galera, sarebbero falsi, e tuttavia, il trattamento subito da Zaki non è giustificabile neppure in caso di affermazioni veritiere o presumibilmente tali.
Le prime udienze del processo contro Zaki si sono tenute infatti solamente nel luglio del 2020, dopo più di 4 mesi dalla sua incarcerazione. Il 7 dicembre 2020 è stato poi stabilito un primo prolungamento del carcere preventivo, rinnovato nuovamente il 2 febbraio 2021. Ma la custodia dello studente è stata allungata di volta in volta. Sembra inoltre che il ragazzo sia stato interrogato duramente, minacciato, picchiato e persino sottoposto a scosse elettriche.
Patrick oggi è libero, ma non è stato però assolto: dovrà riapparire davanti alla Corte il primo febbraio 2022.

