Su Wikipedia lo troviamo come “Granducato di Westarctica”, con tanto di dettagli sulla storia, lo stemma, la letteratura, le caratteristiche, l’organizzazione generale e tutta un’altra serie di vicende e curiosità. Ma la micronazione di Westarctica, che il 2 novembre festeggia i 20 anni dalla sua fondazione, in realtà esiste solo sulla carta, e la sua fondazione rispondeva per lo più a scopi per così dire “goliardici” del suo fondatore.
Il giovane americano Travis McHenry, che nel 2001 decise di fondarla rivendicando un territorio inabitato di oltre un milione e mezzo di chilometri quadrati nell’Antartide Occidentale, non ci è neppure mai stato e non ha nemmeno intenzione di visitarla.
Arruolato in Marina nella sezione Intelligence antiterrorismo, Travis scoprì, leggendo il CIA World Factbook, un libro pubblicato ogni anno dalla CIA, che nessun paese aveva rivendicato ufficialmente una consistente fetta di artico. Comunicata la sua intenzione tramite una lettera a tutti gli altri paesi che rivendicavano territori nell’Artico, McHenry ne sancì la fondazione. Aprì un sito web, scelse una bandiera e ne raccontò al mondo la fantastica “storia”.
Oggi Westarctica, dopo varie vicessitudini proprie di un qualsiasi regno, è una non profit che, attirando curiosi e appassionati per la sua particolarità, cerca di sensibilizzarli su temi legati al cambiamento climatico e alla protezione dell’Antartide, nello specifico quella grande fetta di Antartide dove dovrebbe esserci Westarctica, raccogliendo in questo modo dei fondi.

