Una buona notizia dall’Ipfi, l’organizzazione che rappresenta l’industria discografica a livello globale: da un report che esamina le modalità di consumo di musica tra i 16 e 64 anni è emerso che negli ultimi 3 anni abbiamo trascorso almeno 18 ore a settimana ascoltando musica. In Italia, nello specifico, l’ascolto settimanale è a 16,3 ore, pari a 2,3 ore al giorno e coloro che si dichiarano amanti della musica risultano essere il 63% tra i 16-24enni. Una buona notizia davvero, perché la musica ha innumerevoli effetti benefici, sia per il singolo individuo che per l’intera collettività.
L’ascolto di musica ha un forte impatto sul nostro corpo e sul cervello, stimola la consapevolezza interiore, migliora il nostro umore, influisce sul battito cardiaco, sulla pressione sanguigna, la respirazione, e influisce sul livello di alcuni ormoni, in particolare quello dello stress e sulle endorfine. Ascoltare la musica di Mozart, ad esempio, apporta benefici alla memoria e all’apprendimento, in quanto favorisce la concentrazione e migliora la produttività. La musica dà a chi la ascolta la possibilità di esprimere e percepire le proprie emozioni, di mostrare o comunicare i propri sentimenti o stati d’animo attraverso il linguaggio non-verbale.
Non è strano quindi che esistano la “music medicine” e la musico-terapia, due modi diversi ma efficaci di curarci con le armonie.
GLOSSARIO
Endorfine: Le endorfine sono sostanze chimiche prodotte dal cervello considerate importanti per provare una generale sensazione di benessere.

