Il presidente Sergio Mattarella, ha promulgato la legge di riforma costituzionale che prevede il voto ai diciottenni per il Senato. La riforma entrerà in vigore dalle prossime elezioni politiche e da allora le due Camere avranno la stessa base elettorale. Il Parlamento italiano infatti, si compone di due organi: la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica, con poteri pressocché identici.
Le loro principali funzioni sono:
- la revisione della Costituzione
- la promulgazione delle leggi
- il conferimento e la revoca della fiducia al Governo
- il controllo sull’Esecutivo
- l’elezione del Presidente della Repubblica e la sua eventuale messa in stato d’accusa
- l’elezione di un terzo dei giudici costituzionali e un terzo dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura
A questo proposito cominciamo col ricordare che la nostra Costituzione è una costituzione così detta “rigida”, il che vuol dire che per la sua revisione non è sufficiente una semplice legge ordinaria, ma è necessaria una legge approvata a seguito di un procedimento molto più lungo e complesso, di cui è propriamente incaricato il Parlamento. Oltre a questo lungo lavoro, la revisione della Costituzione ha un limite ben definito, stabilito dall’articolo 139: non è possibile revisione riguardo la forma prescelta di governo, ossia la forma repubblicana.
Il controllo dell’esecutivo consiste invece in attività di controllo rispetto all’operato del governo, tramite interrogazioni, interpellanze e indagini.
Il Senato e la Camera, eletti a suffragio universale, diretto e segreto, durano in carica cinque anni. I 630 deputati, la cui età non può essere inferiore ai 25 anni, vengono eletti da tutti i cittadini maggiorenni; i 315 senatori elettivi, la cui età non può essere inferiore ai 40 anni, fino ad oggi venivano invece eletti dai cittadini che avessero compiuto il 25° anno di età.

