Quella di trovare strana la propria voce ascoltandola attraverso un registratore o persino di non riconoscerla, è una sensazione piuttosto condivisa tra le persone. Le ragioni che generalmente rendono strano o sgradevole l’ascolto della propria voce nelle registrazioni sono sia di ordine fisiologico che psicologico. Le ragioni fisiologiche fanno riferimento al modo in cui il suono della registrazione arriva al cervello, che è diverso dal modo in cui viene trasmesso il suono generato quando si parla. L’altra ragione per cui l’ascolto della propria voce registrata può generare una sensazione di disagio, è psicologica. Quella voce è in un certo senso una voce «nuova», una prova della differenza tra la propria percezione di sé e la realtà.
Nel primo caso ciò che accade è che il suono della voce arriva all’orecchio interno in un modo diverso, poiché prevede soltanto in parte la conduzione aerea sfruttata dagli altri suoni che normalmente ascoltiamo quando non siamo noi a produrli. Gran parte del suono della voce che emettiamo viene condotto direttamente attraverso le ossa del cranio, un tipo di conduzione interna che aumenta le frequenze più basse.
Nel secondo caso, dal momento che intendiamo la voce come unica e come una componente importante dell’identità delle persone, la discrepanza tra la voce nota e quella nuova può essere molto stridente.
Francesca Schiavo Rappo

