Lo scorso anno il mondo intero ha iniziato a confrontarsi con il Covid 19, un terribile virus che ha bloccato tutto e tutti.
Abbiamo vissuto momenti di forte isolamento e la vita normale si è interrotta: negozi, bar e ristoranti chiusi; si è fermato lo sport, il cinema e il teatro; le passeggiate con gli amici, i giri in bicicletta, i viaggi … ci sono negati.
Anche la scuola ha “dovuto” imparare a confrontarsi con la tecnologia per poter proseguire nelle attività lavorative e didattiche. Molti insegnanti hanno dovuto imparare ad utilizzare le piattaforme digitali, così come i genitori, già stressati dal solo registro elettronico.
Ricordiamo tutti i primi giorni di lavoro su tablet, smartphone e computer portatili; ricordiamo i dubbi, le incertezze e gli errori nel caricamento dei compiti svolti dai ragazzi come fosse ieri. Anche i nativi digitali, i bambini, hanno dovuto imparare ad utilizzare la connettività per poter studiare: la connessione ad internet è diventata indispensabile, una compagna di vita. Sono emerse le preoccupazioni per il grado di alienazione che tutto questo comportava sui bambini che già “vivevano” abbondantemente online.
Molti gli interventi di psicologi e sociologi preoccupati per possibili allontanamenti dalla realtà!
Un anno dopo, il virus ha danneggiato l’economia ha stravolto le nostre vite, ha imposto delle nuove regole. Però la necessità di reagire ha dato un’accelerazione al processo di digitalizzazione dell’Italia, fortemente in ritardo sotto questo punto di vista. Non solo cose negative quindi e proprio i più piccoli hanno saputo adattarsi alla transizione verso il digitale senza rimetterci in termini di socializzazione e apprendimento.
Intorno alla connettività veloce ormai ruota quasi tutto: il lavoro, lo studio e lo svago. La parola fibra è di uso comune e immediatamente rimanda alla nostra vita quotidiana: dalle interminabili videocall alle smart tv. Grazie alla fibra, che consente connessioni ad ultra banda larga, si può lavorare in maniera fluida, vedere film e trasmissioni preferite anche on demand. Il gaming online fa compagnia a grandi e piccoli: vuoi mettere giocare con gli amici al videogame in voga e sfidare tanti altri ragazzi, in tutta Italia, allo stesso gioco? Inimmaginabile solo pochi mesi fa. Una sola la certezza che emerge: la casa senza internet è una casa a metà!

