Tecnicamente una supernova è la morte di una stella. Un’esplosione, uno scontro, tra una stella e un buco nero (o una stella di neutroni) che ne decreta la fine. Questa esplosione avviene quando la stella ha consumato gran parte del suo ‘combustibile’, l’idrogeno, la cui fusione produce l’energia sufficiente a contrastare la grande forza gravitazionale che altrimenti porterebbe l’intero oggetto a collassare su sé stesso. In condizioni di “normalità” una stella vive la maggior parte del tempo in una situazione di equilibrio tra due forze: una che tende a farla implodere e l’altra a esplodere. Quando i processi di fusione si arrestano la stella implode ma subito dopo deflagra in una violentissima esplosione, la supernova appunto, i cui resti portano spesso alla formazione di oggetti molto piccoli ma con campi gravitazionali enormi: stelle di neutroni o buchi neri.
Di recente un gruppo internazionale di ricerca guidato dall’Istituto di Tecnologia della California (Caltech), grazie ai dati raccolti in questi anni con l’uso di una serie di strumenti tra cui il Very Large Array, (27 grandi radiotelescopi collocati nel New Mexico), è riuscito a comprendere la dinamica che ha prodotto l’esplosione denominata VT 1210+4956, avvenuta a 480 milioni di anni luce da noi, mostrando a tutti come una nasce una supernova.

