Dal 2017 il Piano London Bridge, predisposto dal governo di Londra, ha deciso che la parola d’ordine con cui Buckingham Palace e Downing Street si daranno riservatamente notizia immediata della morte della Regina Elisabetta II sarà ‘London Bridge is down’: ossia ‘il Ponte di Londra è crollato’. Ci sarà anche un blackout delle comunicazioni via social media da parte di tutte le istituzioni pubbliche britanniche, poiché la notizia è destinata a essere affidata in esclusiva come primo flash all’agenzia nazionale PA e poi gestita secondo paletti ben precisi dai siti web governativi e della famiglia reale. La notizia ufficiale sarà data dal portale di Buckingham Palace su sfondo nero, mentre tutti i siti istituzionali e di governo verranno contemporaneamente listati a lutto: con interruzione della diffusione di qualsiasi contenuto non urgente e sospensione temporanea della possibilità di ritwittare i messaggi.
L’ultimo saluto alla regina sarà consentito per tre giorni, presso la camera ardente che verrà allestita nel Palazzo di Westminster, sede del Parlamento e i funerali di Stato si terranno 10 giorni dopo il decesso.
Il messaggio in codice richiama alla mente il celebre motivetto della filastrocca per bambini “London Bridge is falling down” ed in Inghilterra esiste pure un gioco che si fa, cantandola assieme. Due bambini si mettono uno di fronte all’altro e creano un arco con le braccia mentre tutti gli altri passano sotto di esse. Quando la canzone finisce, il giocatore che resta intrappolato perde.
Il primo riferimento alla filastrocca compare in una rappresentazione del 1659 ed è noto che già nel 1720 i bambini solessero giocarci con modalità simili a quelli odierne, ma è probabile che abbia radici ben più antiche. Potrebbe risalire a quando il London Bridge fu fatto bruciare da re Edredo d’Inghilterra nel 1013, nel tentativo di arginare l’avanzata dell’esercito degli invasori danesi. A riguardo tuttavia esistono diverse leggende, sebbene la più inquietante è quella che parla di sacrifici di bambini.
Stando alle ricostruzioni storiche di Alice Bertha Gomme, un’esperta di folklore inglese e una pioniera nello studio dei giochi infantili, la canzonetta potrebbe riferirsi all’inumazione di bambini, forse vivi. L’idea, infatti, era che il ponte sarebbe collassato su se stesso a meno che non si fosse fatto un sacrificio umano, seppellendo un innocente all’interno delle fondamenta; quest’ultimo ne avrebbe protetto l’integrità e avrebbe fatto da guardiano della città, ma è solo una teoria.

