C’era una volta, in mezzo alle nuvole rosa e ai prati che profumavano di pane appena sfornato, un piccolo paese chiamato regno delle cose buone.
In quel regno, ogni giorno era una festa.
Dalle navi sul mare arrivavano frutti succosi dal sud.
Dai treni giungevano giocattoli tintinnanti dall’est.
E dai cieli, grazie a mongolfiere colorate, scendevano scarpe leggere come piume dal nord.
I bambini erano felici.
Le mamme e i papà sorridevano.
E anche il re, Bonifacio il Barbutello, se ne stava tranquillo sul suo trono, mangiando biscotti alla cannella.
Ma un giorno…
Il re si grattò la testa e disse al suo consigliere: “Tanta roba arriva da fuori… e le cose dei nostri artigiani chi le compra più?”
“È vero, ma la gente sceglie ciò che costa meno e funziona meglio,” rispose il consigliere.
“Allora mettiamo un muro! Chi vuole vendere qui… deve pagare una moneta d’oro in più per ogni cosa che porta!”
E così fu.
Da quel giorno, ogni camion, ogni nave e ogni mongolfiera che arrivava… doveva pagare per entrare.
E piano piano le cose cambiarono.
Il succo d’arancia, che prima costava una moneta, ora ne costava due.
Il cavallino di legno, prima comprato da tutti i bambini, diventò troppo caro.
I libri con le storie del mondo… sparirono dagli scaffali.
I bambini guardarono i loro salvadanai e dissero: “Mamma, papà… perché non possiamo più comprare le cose belle di prima?”
“Perché adesso costano troppo, amore mio…”
E il regno cominciò a diventare grigio e silenzioso.
Una mattina, camminando lentamente tra le foglie dorate, arrivò Tarta, una vecchia tartaruga saggia con occhiali rotondi e una mappa del mondo tatuata sul guscio.
Entrò nel castello e disse: “Caro re Bonifacio, vuoi davvero aiutare il tuo popolo?”
“Certo! Ho messo un muro per proteggere le cose fatte qui!”
Tarta sospirò e rispose con voce dolce: “Ma così hai chiuso anche le porte del sapere, della bellezza e della scelta. Quando metti un dazio, chi paga davvero non è il venditore… ma i tuoi bambini, le mamme e i nonni. Tutti!”
Il re abbassò lo sguardo.
“Cosa posso fare?”
“Aiuta i tuoi artigiani a creare cose più belle, più utili e più giuste. Falli studiare, viaggiare e imparare. Insegna loro a camminare insieme al mondo, non a nascondersi dietro un muro.”
E così accadde. Il muro delle monete fu abbattuto.
Le barche tornarono a solcare il mare.
Le voci dei mercati si riempirono di risate e colori.
Gli artigiani del regno, incoraggiati, iniziarono a inventare nuove meraviglie: aquiloni che cantavano, penne che scrivevano da sole e zainetti che raccontavano storie.
E i bambini?
I bambini tornarono a giocare, a leggere e a scoprire il mondo…
… perché ora, il mondo entrava nel regno e il regno entrava nel mondo.

