Alluvioni

Alluvioni

Ilaria Lembo Uno sguardo al passato
Cilento - mercoledì 28 settembre 2022
Frana di Sarno - 1998
Frana di Sarno - 1998 © Web

Piogge intense, esondazioni di fiumi, alluvioni, fango e detriti: una terribile ondata di maltempo si è abbattuta nelle Marche tra il 15 e il 16 settembre scorso, provocando 11 vittime accertate e ingenti danni economici.
Simili tragedie, conseguenza di violenti eventi alluvionali e dissesti idrogeologici, hanno funestato il nostro Paese già durante il Regno d’Italia. La seconda metà del Novecento è stata segnata dall’alluvione del novembre 1966 che colpì non solo la Toscana, dove la piena dell’Arno sommerse Firenze la mattina del 4 novembre, ma anche le regioni del Nord-Est del Paese (Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia), provocando decine di migliaia di sfollati, centinaia di morti e feriti, danni materiali e gravi perdite del patrimonio artistico-culturale.
Nella memoria collettiva restano come ferite dolorose anche l’alluvione del Piemonte dove molte province, nel novembre del 1994, furono travolte dalle esondazioni dei fiumi Po, Tanaro e di alcuni loro affluenti, e la frana di Sarno del 1998 che causò la morte di 161 persone. Negli ultimi venti anni alluvioni ed esondazioni hanno investito l’Italia da Nord a Sud, lasciando una scia di lutti e polemiche sulle responsabilità da attribuire in merito ai mancati allarmi o ai disattesi interventi di manutenzione del territorio.
Il nostro Paese, dunque, resta un territorio morfologicamente fragile, soggetto ad alluvioni e frane a causa soprattutto di scarsi investimenti nella prevenzione e cura del territorio. Tale condizione è aggravata dagli effetti dei cambiamenti climatici, sempre più tangibili per l’aumento anomalo delle temperature e per i lunghi periodi di siccità che interessano la nostra area, quella del Mediterraneo, favorendo eventi meteorologici estremi e distruttivi come i nubifragi.
 

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