Le tre foglie della serpe - Terza e ultima parte

Le tre foglie della serpe - Terza e ultima parte

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Viviana Vitelli Fiabe di magia
Cilento - domenica 24 aprile 2022
Fiabe di magia
Fiabe di magia © Viviana Vitelli

Ma dopo la resurrezione la donna era mutata; era come se le fosse svanito dal cuore tutto l ‘affetto per il marito.

Dopo un certo tempo egli volle recarsi, oltremare, dal suo vecchio padre; e quando s’imbarcarono ella dimenticò il grande amore e la fedeltà ch’egli gli aveva dimostrato e con cui l’aveva salvata dalla morte; e concepì una passione perversa per il pilota:

prese il dormiente per la testa e quegli dovette prenderlo per i piedi, e così lo buttarono in mare.  Compiuto il delitto ella disse: -Torniamo a casa, adesso!  Diremo che è morto in viaggio.  Io ti esalterò e ti magnificherò tanto con mio padre, che egli ci farà sposare e ti nominerà erede della sua corona.  Ma il servo fedele, che aveva visto tutto, staccò inavvertito una barchetta dalla nave, vi entrò e andò in cerca del suo padrone, lasciando che i traditori proseguissero il viaggio.  Ripescò il morto, e mettendogli sulla bocca e sugli occhi le tre foglie che aveva con sé, lo restituì felicemente alla vita.

  Remarono entrambi giorno e notte, con tutte le loro forze, e la barchetta volava così veloce, che arrivarono prima degli altri dal vecchio re. Egli si stupì vedendoli giunger soli e domandò che cosa fosse accaduto.  Quando apprese la crudeltà della figlia, disse: - Non posso credere che abbia agito così male, ma la verità verrà presto alla luce-.  E li fece entrare in una stanza segreta, dove rimasero nascosti a tutti.  Poco dopo giunse la nave e la scellerata si presentò al padre con aria afflitta.  Egli disse: - perché torni sola? Dov’è tuo marito?  Ah, caro babbo, - ella rispose, - tornò in gran lutto: mio marito si è ammalato improvvisamente durante il viaggio ed è morto, e se il buon pilota non mi avesse aiutata mi sarebbe andata male; egli ha assistito alla sua morte e può raccontarvi tutto.

- Voglio risuscitare il morto, -disse il re; aprì la stanza e fece uscire i due. Vedendo il marito, la donna fu come colpita dal fulmine, cadde in ginocchio e implorò grazia.  Il re disse: - Nessuna grazia! egli era pronto a morire con te e ti ha ridato la vita; ma tu l’hai ucciso nel sonno e devi avere la pena che meriti -.

La misero con il suo complice in una nave che faceva acqua, e li spinsero in mare, dove ben presto colarono a picco.

     

  FINE

 

La grande compatibilità tra le figure umane sottratte alla superbia e le forze vegetali e animali crea nuove regole e nuovi ordini. 

 

 

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