Raperonzolo - terza ed ultima parte

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Viviana Vitelli Fiabe di magia
Cilento - venerdì 17 dicembre 2021
L'equilibrio
L'equilibrio © Viviana Vitelli

Combinarono che fino a quel momento egli sarebbe venuto tutte le sere; perché di giorno veniva la vecchia. La maga non si accorse di nulla, finché una volta Raperonzolo prese a dirle: -Ditemi signora Gothel, come mai siete tanto più pesante da tirar su del giovane principe? quello è da me in un momento. - Ah bimba sciagurata! -gridò la 🧙‍♀️ maga, - cosa mi tocca sentire! pensavo di averti separata da tutto il mondo e invece tu mi hai ingannata! - 😤 furibonda 😡, afferrò i bei capelli di Raperonzolo, li avvolse due o tre volte intorno alla mano sinistra, afferrò con la mano destra un paio di ✂️ forbici e, tric trac, eccoli tagliati e le belle trecce cadevano a terra. E fu così spietata da portare la povera Raperonzolo in un deserto, ove dovette vivere in gran pianto e miseria.
  Ma il giorno in cui aveva scacciato Raperonzolo, verso sera assicurò le trecce recise al cardine della finestra e quando arrivò il principe 🤴 e gridò:  - Raperonzolo, t’ affaccia, lascia pender la tua treccia -  e lei la lasciò ricader. Il principe salì, ma, invece della sua diletta, trovò la maga, che lo guardava con due occhiacci velenosi -Ah,- esclamo’ beffarda, - sei venuto a prendere la tua bella! Ma il bell’uccellino non è più nel nido e non canta più; il gatto l’ha preso e a te caverà gli 👀 occhi. Per te Raperonzolo è perduta, non la vedrai mai più-.

Il principe andò fuori di sè per il dolore, e disperato 😔 saltò giù dalla torre: ebbe salva la vita, ma le spine fra cui cadde gli trafissero gli occhi. Errò, cieco per le foreste; non mangiava che radici e bacche e non faceva che 😢 piangere e lamentarsi per la perdita della sua diletta sposa. Così per alcuni anni andò vagando miseramente; alla fine capitò nel deserto 🌵 in cui Raperonzolo viveva negli stenti, coi due gemelli che aveva partorito, un maschio e una femmina. Egli udì una voce, e gli sembrò ben nota: si lasciò guidare da essa, e quando si avvicinò, Raperonzolo lo riconobbe e gli saltò al collo e pianse. Ma due di quelle lacrime gli inumidirono gli occhi, essi allora si schiarirono di nuovo, ed egli poté vederci come prima.

La condusse nel suo regno, dove fu ricevuto con gioia 🤩; e vissero ancora a lungo felici e contenti.

 

ALCUNE RIFLESSIONI sulla terza parte ed ultima della fiaba Raperonzolo

Ritengo che le cinque azioni:  

  1. Il taglio delle trecce
  2. Il salto dalla torre
  3. L’accecamento
  4. La cacciata nel deserto
  5. Il lungo vagabondare

sono tappe necessarie affinché possa svilupparsi il cuore della fiaba.
Questo nucleo che emerge, parla di come gli uomini si confondono con le piante 🌱 🌱, gli abitacoli, le dimore improvvisate, gli oggetti magici.
Tutte le parti sono movimenti che formano un ritmo 🥁 lento e frenetico: le trecce si trasformano in scale di seta, l’uso delle trecce, in trabocchetto fatale per il 🤴 principe, la cacciata nel deserto in un moto di liberazione dai legami nefasti con la maga. Sono azioni che mettono in evidenza una NATURA ASSOLUTA, anche il gesto del principe è ASSOLUTO, estremo.

Colpiscono le immagini come il salto nel vuoto, le spine che trafiggono.
Assoluto il taglio
Assoluto il salto
Assoluto l’accecamento
Assoluta la cacciata
Assoluto il vagabondare fino al loro ritrovamento.

Tutte le voci della natura contribuiscono alla storia, ciascuno con il proprio potere e la propria VOCE.

Piccolo Atlante dei Luoghi FIABESCHI - I suoi contesti, le emozioni e i protagonisti

Il GIORNO e la NOTTE 🌙 indicano che alcune cose vanno fatte in modalità appropriate. L’alternarsi del 🌏 mondo notturno e del mondo diurno suddividono cose misteriose da altre più reali e legate alle abitudini.

“Pensavo di averti SEPARATA da tutto il MONDO”. Ecco la condizione più ricca di contrasti:il mondo, vasto sconfinato e il cantuccio dove viene sbattuta Raperonzolo. Il castigo è totale poiché la 🧙‍♀️ maga ha deciso per lei la totale esclusione.

Il DESERTO,🐫 🌵 spazio ai confini più estremi dove si immagina la mancanza di 💧 acqua e dove il 🌞 sole e la sabbia non lasciano crescere 🌱 le piante.

Saltò giù dalla TORRE, ecco un aspetto del volo! Il principe 🤴 attraversa il cielo, la luce e per un attimo diventa 🦅 uccello. Un viaggio breve intenso che non reca ⚰️ morte. L’ eroe spicca un salto volontario, perché in cuor suo sa che il suo destino è legato a Raperonzolo che altrove lo attende. Si creano dei passaggi obbligati, degli anelli concatenati.

Le SPINE, sono in questa fiaba un “letto” di piante nemiche/amiche.
I ROVI, in questo caso, sono intricati e fitti come la sua storia: ricca di meandri e di strade tortuose e labirintiche.

“ERRO' cieco per le 🌳 🌳 foreste”, errare è una parola molto affascinante e ricorrente nella fiaba di magia. Il principe si è completamente abbandonato al lungo ciclo 🔁 dello scorrere del TEMPO, al suo FLUIRE infinito e come il fiume attraversa le terre!

“La condusse nel suo REGNO”: Il regno è il luogo più antico e remoto che si possa immaginare. Quando si comincia una fiaba spesso si accede ad un regno che catapulta in un attimo in una dimensione ultra temporale. Con il REGNO si comincia o si finisce una storia come nel nostro caso. Il regno ha i suoi confini noti e lì le sue regole sono accettate. Il regno ha un centro che è il castello, le mura intorno e sempre un gran bosco che lo circonda.

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