NBA, regular season: ecco tutti i risultati della notte

NBA, regular season: ecco tutti i risultati della notte

Phoenix fa 15 di fila battendo New York grazie a 32 punti di Booker, mentre Steph Curry fa lo stesso punteggio e Golden State vince contro Portland. Ennesima sconfitta per i Lakers, mentre Atlanta vince con 9 punti del Gallo.

Carmen Apadula About Basketball
Cilento - sabato 27 novembre 2021
Devin Booker durante il match Suns-Knicks
Devin Booker durante il match Suns-Knicks © web

Phoenix vince anche a New York e fa 15 di fila grazie ai 32 punti di Booker, gli stessi realizzati da Steph Curry nel successo contro Portland che tiene Golden State al 1° posto a Ovest. I Lakers perdono in casa al terzo overtime contro Sacramento, mentre Atlanta (9 punti di Gallinari) travolge una Memphis preoccupata dall’infortunio di Morant. Milwaukee batte Denver in trasferta, mentre Boston rimonta 24 punti ma perde a San Antonio. Utah viene beffata sulla sirena da New Orleans, ma vincono: Chicago, Washington, Indiana, Charlotte e L.A. (lato Clippers).

Ecco qui di seguito tutti i risultati della notte.

  1. HORNETS vs. WOLVES (133-115). Kelly Oubre Jr. eguaglia il suo massimo di carriera da 7 triple a bersaglio, mette 27 punti (in uscita dalla panchina) ed è uno dei protagonisti del successo degli Hornets, che interrompono la striscia di 5 vittorie degli Wolves. Miles Bridges e Gordon Hayward ne aggiungono 18 a testa, e poi c'è una doppia doppia da 10+13 assist per LaMelo Ball, ma a fare la differenza per Charlotte è il tiro dall’arco. Un bel 23/40 di squadra, record di franchigia, eguagliato in una serata in cui il pallone è sempre andato dentro. 
  2. SUNS vs. KNICKS (118-87). Phoenix non ferma la sua corsa al Madison Square Garden, vince ed eguaglia la seconda striscia di successi più lunga della storia della franchigia (da 15 vittorie), portando il record di squadra a 16-3, in un match mai in discussione, nonostante i 17 punti di Kemba Walker e i 16 di Immanuel Quickley (in uscita dalla panchina). I Knicks incassano così la settima sconfitta di fila contro i Suns, che non riescono a sconfiggere dal 2018. Il protagonista della vittoria è Devin Booker, ispirato e sempre più a livello All-Star, non solo sotto l’aspetto realizzativo. Per lui sono 32 punti, con 14/27 al tiro e 4/9 dall’arco, chiudendo con un eloquente +15 di plus/minus, e dominando al tiro nonostante non vada mai in lunetta. Tutto il quintetto di Phoenix chiude in doppia cifra, con Chris Paul da 14 punti e 10 assist e Deandre Ayton da 14 e 13 rimbalzi. Un gruppo che fa sul serio anche quest’anno. 
  3. BULLS vs. MAGIC (123-88). Tutto davvero troppo facile per Chicago, che passeggia nella ripresa e travolge i Magic, nella prima gara da avversario in Florida, dopo nove anni in NBA per Nikola Vucevic, autore di 16 punti e 8 rimbalzi, che si aggiungono ai 23 di DeMar DeRozan, ai 21 (con 8/14 dal campo) di Zach LaVine e ai 20 di Coby White (in uscita dalla panchina, con un +39 di plus/minus, in 24 minuti). Dall’altra parte l’unico che combatte fino alla fine è Wendell Carter Jr., da 26 punti e 10 rimbalzi. 
  4. WIZARDS vs. OKC (101-99). Tornano al successo gli Wizards dopo due ko di fila, al termine di un match più complicato del previsto contro OKC, battuta grazie ai 20 punti (massimo di stagione) di Kentavious Caldwell-Pope, a cui si aggiungono i 20 di Bradley Beal e i 14 (in uscita dalla panchina) di Montrezl Harrell. I Thunder, che hanno vinto fin troppo in questo ottimo avvio di stagione, incassano la settima sconfitta delle ultime otto gare, nonostante i 21 punti di Lu Dort e i 15 del rientrante Shai Gilgeous-Alexander. 
  5. PACERS vs. RAPTORS (114-97). Sette giocatori in doppia cifra, guidati dai 23 punti e 18 rimbalzi di Domantas Sabonis, con un 35-22 di parziale nel secondo quarto per portarsi in testa alla sfida, e così i Pacers controllano nella ripresa, battendo i Raptors. Toronto, senza due titolari a causa di infortunio (OG Anunoby e Khem Birch), non va oltre i 26 punti di Fred VanVleet (con 4 canestri dalla lunga distanza) e i 17 a testa di Scottie Barnes e Pascal Siakam. 
  6. HAWKS vs. GRIZZLIES (132-100). Gli Hawks portano a sette la loro striscia di vittorie consecutive, con il loro massimo stagionale per i punti, guidati da un eccellente Trae Young (da 31 punti e 10 assist, con 12/16 al tiro) e la coppia di lunghi sopra i 20 (23+17 per Clint Capela, 21 per John Collins). Gli ospiti sono volati in apertura di terzo quarto, con un parziale di 26-4 che ha deciso la partita, salendo al +36. 9 i punti dalla panchina per Danilo Gallinari (con 3/6 al tiro e 4 assist, in 21 minuti). La notizia della partita è però l’infortunio al ginocchio sinistro di Ja Morant. Nel corso del primo quarto la point guard di Memphis ha cominciato a zoppicare quasi dal nulla, dopo aver passato un pallone, andando verso la panchina su una gamba sola. Dopo ore di spavento per un possibile infortunio ai legamenti, gli esami hanno definito solamente una distorsione, evitando guai peggiori. Senza di lui i migliori sono stati Jackson Jr. con 14 punti e Brooks con 12, oltre a Konchar con 17 nel garbage time. 
  7. SPURS vs. CELTICS (96-88). Gli Spurs vanno avanti di 24 punti nel primo tempo, sprecano il loro vantaggio fino a farsi sorpassare nel quarto periodo, ma rimontano chiudendo con un parziale di 15-0 negli ultimi tre minuti e mezzo di partita. 8 di quei punti portano la firma del miglior Dejounte Murray di stagione, da 29 punti totali e 11 rimbalzi, accompagnato dai 17 punti a testa di Johnson e White. Ai Celtics, capaci di segnare solo 14 punti nel primo quarto, non sono serviti i 24 punti e 12 rimbalzi di Tatum e i 16 di Brown. 
  8. PELS vs. JAZZ (98-97). La tripla di Devonte’ Graham, a 1.9 secondi dalla sirena, beffa i Jazz, costretti a incassare una sconfitta a sorpresa contro i Pelicans, guidati dai 21 punti di Brandon Ingram, i 15 di Nickeil Alexander-Walker e i 3 canestri dalla lunga distanza dell’ex Hornet. Utah si ferma di nuovo al termine di un match in cui non riesce ad andare oltre i 23 punti di Bojan Bogdanovic e i 16 (con un pessimo 6/21 al tiro) di Donovan Mitchell. 
  9. BUCKS vs. NUGGETS (120-109). Milwaukee continua la sua risalita nella classifica a Est, conquistando la sesta vittoria di fila, grazie al successo arrivato a Denver. Merito di un super Giannis Antetokounmpo, autore di: 24 punti, 13 rimbalzi e 7 assist, in soli 30 minuti. I Nuggets non riescono a contenerlo, crollati sotto i colpi di un quintetto in doppia cifra, a cui si aggiungono i 20 punti di Pat Connaughton. Senza Nikola Jokic in campo (e con i 18 punti di Aaron Gordon, e poco altro), le speranze di successo erano ridotte già in partenza. 
  10. WARRIORS vs. BLAZERS (118-103). Golden State continua a macinare successi e batte anche Portland, portando il record a 17-2. I Blazers, travolti dal 31-18 di parziale nel secondo quarto, si riportano sul -8 a meno di sei minuti dalla fine, ma a Steph Curry basta ritrovare la mira dalla lunga distanza due volte in fila per spazzare via le ultime resistenze degli ospiti. Fa fatica Damian Lillard, con 16 punti (interrotta la striscia di nove gare da 20+ punti) e soltanto 5/15 dal campo, con tanti errori soprattutto in avvio. In una partita da: 12 punti, 12 assist e 8 rimbalzi per Draymond Green; e da 14 punti per Jordan Poole, a fare la differenza è ancora Steph, scatenato come spesso gli capita quando affronta Lillard. Per lui sono 32 punti con: 6/15 dalla lunga distanza, 7 rimbalzi, 8 assist e un eloquente +18 di plus/minus. Il principale candidato MVP di quest'anno gestisce le forze e l’attacco degli Warriors a proprio piacimento, armando la mano di un Andrew Wiggins letale, da 25 punti e 10/16 al tiro. 
  11. CLIPPERS vs. PISTONS (107-96). Tenendo la testa avanti per 48 minuti di fila, i Clippers portano a casa il successo grazie ai 21 punti di Reggie Jackson, che sbaglia i primi 5 tiri dal campo, poi ritrova la mira e diventa letale. Dal parziale di 30-18 in avvio (merito anche degli 11 punti segnati di fila da Eric Bledsoe), Los Angeles non si volta più indietro, nonostante un impreciso Paul George da 5/19 al tiro e 12 punti. Jerami Grant è invece il miglior realizzatore per i Pistons, con 20 punti e 10 rimbalzi. 
  12. KINGS vs. LAKERS (141-137). Lakers e Kings danno vita a una partita infinita, ma giocata male da entrambe le squadre. A spuntarla sono gli ospiti, che hanno più energie nel terzo supplementare, piazzando un parziale di 11-2, resistendo ai tentativi di rimonta dei Lakers. LeBron, sia nei regolamentari che nel primo overtime, ha nelle mani la tripla della vittoria, ma sbaglia. Al termine del secondo OT, invece, sono i Kings (capaci di rimontare un -13 nel quarto periodo) a non prendersi neanche il tiro, facendo scadere il cronometro. I Kings hanno avuto il merito di crederci sempre, aggrappandosi a un De’Aaron Fox da 34 punti (con 8 assist e 15/32 dal campo) e alle improvvisazioni di Buddy Hield, decisivo nel secondo supplementare e autore di 25 punti. Ci sono poi altri cinque giocatori in doppia cifra, con i 19 di Tyrese Haliburton (5/9 da tre), i 13 a testa di Terence Davis, Tristan Thompson e Marvin Bagley (5/5 al tiro) e i 12 di un fondamentale Alex Len per conquistare la seconda vittoria sotto coach Gentry. I Lakers, e in particolare LeBron, arrivano stanchissimi al finale di gara. Il Re ha bisogno di 25 tiri per segnare 30 punti, sbagliando 11 delle 13 conclusioni tentate dalla lunga distanza, quando le gambe hanno smesso di sostenerlo. I suoi 11 assist hanno armato la mano di un Anthony Davis da 23 punti (ma con 22 tiri, di cui 9 a segno), i 20 di Malik Monk e i 16 di Carmelo Anthony (dalla panchina). Il numero zero dei Lakers, invece, ha infarcito la sua partita di errori, ma è stato anche l’ultimo ad arrendersi, chiudendo con una tripla doppia da: 29 punti, 10 rimbalzi (di cui 4 in attacco) e 11 assist, con 10/18 al tiro e 2/4 dalla lunga distanza, anche se gli 8 errori accumulati dalla lunetta da: lui, 'Bron e Davis (gli unici tre gialloviola a procurarsi liberi) hanno finito per pesare nel totale della partita. I Lakers tornano così sotto il 50% di vittorie, pur rimanendo al settimo posto a Ovest. 

 

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