La vita è bella

La bugia che guida un padre per affermare che l’amore sconfigge l’odio e il male

La Redazione Ciak, si gira!
Cilento - domenica 28 novembre 2021
La vita è bella, poster del film di Roberto Benigni
La vita è bella, poster del film di Roberto Benigni © web

La Vita è Bella è un film del 1997 diretto e interpretato da Roberto Benigni. Vincitore di tre Premi Oscar, miglior film straniero, miglior attore protagonista (Roberto Benigni) e migliore colonna sonora (Nicola Piovani), su sette candidature. È ambientato negli anni della Seconda Guerra Mondiale e quelli che la precedono.

Guido Orefice un uomo toscano di origini ebraiche, si trasferisce ad Arezzo insieme al suo amico Ferruccio. Qui conosce la sua "principessa", una maestra elementare, Dora. Ad Arezzo, Guido trova lavoro come cameriere in un Hotel. Un giorno, Il dottor Lessing, un medico tedesco appassionato di indovinelli come Guido, è ospite al ristorante dell’hotel e i due accomunati dalla stessa passione diventano amici.

È il 1944, anno caratterizzato dall'occupazione nazista, ma nella loro famiglia si respira comunque un'aria di felicità: è già nato Giosuè e Guido apre una libreria tutta sua.

Ma, tutto inizia a cambiare proprio il giorno del compleanno del bambino, Giosuè e Guido vengono catturati con lo zio Eliseo dai nazisti e deportati in un lager. Quando Dora scopre l'accaduto, pur non avendo origini ebraiche, si fa anch'essa deportare nello stesso luogo, al fine di riunirsi a loro.

La vita nel lager è durissima, ma Guido per tutelare il figlio, sin da subito trasforma la situazione tragica in un divertente gioco: se rispetti le regole vinci un vero carro armato.

Guido, fingendo di capire il tedesco, fa da interprete ai prigionieri e traduce a suo modo le regole del campo come se fossero le regole di un fantastico gioco a premi.

Durante una visita medica Guido incontra di nuovo il suo vecchio conoscente Lessing, il quale lo salva dalla camera a gas e gli affida il ruolo di cameriere ad una cena di ufficiali tedeschi… Il papà Giudo sa di dover morire ma continua a giocare, rassicura suo figlio Giosuè sul fatto che tutto è un gioco e che presto, quando tutto finirà, ci sarà un bel premio.

Il film è diviso in due parti: la parte gioiosa di una famiglia felice e la parte triste in un campo di concentramento. Questo papà è stato un grande dimostrando forza, coraggio e speranza facendo credere al figlio che tutto era un gioco.

È la bugia che guida questo padre, è l’amore che sconfigge l’odio e il male. È un messaggio di ottimismo e coraggio. Sorridere e avere fiducia aiuta il nostro cammino. 

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