La tomba vuota

La testimonianza di Maria di Magdala, il racconto dei discepoli di Emmaus, l’esperienza degli Apostoli, sono diventati il vangelo di tutti i cristiani

Luigi Rossi e Antonio Migliorino Il primo incontro / Le religioni spiegate ai Piccoli
Cilento - domenica 21 novembre 2021
La tomba vuota
La tomba vuota © Julia Stakanova

Maria di Magdala, il giorno dopo il sabato, di buon mattino andò alla tomba nel giardino dove era stato sepolto  Gesù. Notò che la pietra che sigillava l’ingresso era stata rimossa e dentro non c'era il corpo. Sconvolta, ella pensò che lo avessero rubato. Di corsa andò ad avvertire Pietro e Giovanni. I due andarono a vedere e poi ritornarono dagli altri discepoli.

Maria rimase lì sola in lacrime. Si sentì dire: «Perché stai piangendo?».

La donna pensò che fosse il giardiniere e rispose: «Se hai portato via il corpo, dimmi dove lo hai messo!»

Ma quell'uomo la chiamò per nome: «Maria!» e lei immediatamente voltandosi verso la voce capì che era Gesù non più morto.

Lo stesso giorno, due discepoli decisero di ritornare ad Emmaus. Per strada commentavano, tristi e scoraggiati, quello che era successo. Avevano sperato che Gesù fosse il Messia atteso, ma era morto su una croce. Furono avvicinati da un uomo che iniziò a fare la strada con loro. Cominciata la conversazione, con grande sorpresa i due si resero conto che il viandante non sapeva cosa fosse accaduto il venerdì precedente. Glielo raccontarono e lo sconosciuto citando le scritture spiegò che Gesù sarebbe dovuto morire per salvare l’umanità e le profezie avevano preannunciato che Dio l’avrebbe glorificato con una nuova vita.

Arrivati ad Emmaus, chiesero all'uomo di unirsi a loro per la cena perché s’era fatto sera. Egli accettò e, mentre spezzava con loro il pane a tavola, i due lo riconobbero: era Gesù!

Ricolmi di gioia, nonostante l’ora decisero di tornare subito a Gerusalemme per comunicare a tutti che avevano visto il Risorto.

La testimonianza di Maria di Magdala, il racconto dei discepoli di Emmaus, l’esperienza degli apostoli sono diventati il vangelo di tutti i cristiani. Da duemila anni si ripete la notizia e, noi prestandovi fede, abbiamo la possibilità di riconoscere in Gesù non solo il Messia, ma anche l’amico che ci accompagna nelle esperienze della vita, pronti a condividere con tutti i talenti che Dio ci ha donato. 

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