I bambini erano considerati proprietà dei genitori e spesso erano costretti a lavorare e potevano essere maltrattati e dovevano rimanere in silenzio.
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I diritti dei bambini

Solo nel 1989, l'ONU approvò la "Convenzione dei diritti del Bambino", che venne ratificata dalla maggior parte dei paesi del mondo.

Mondo
Cilento giovedì 23 novembre 2023
di La Redazione
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diritti © personale

Il 20 novembre di ogni anno si celebra la storia dei diritti dei bambini.

Oggi in Italia, i bambini vanno a scuola, giocano e praticano sport senza dover lavorare…

Ma una volta non era così!

Nel 1900, la scrittrice svedese Ellen Key predisse che il XX secolo sarebbe stato dedicato ai bambini.

I bambini erano considerati proprietà dei genitori e spesso erano costretti a lavorare e potevano essere maltrattati e dovevano rimanere in silenzio.

Nel 1883, in Gran Bretagna, fu vietato il lavoro in fabbrica per chi aveva meno di nove anni, e nel 1896, in Germania, furono punite le violenze sui bambini.

Ma, il vero cambio arrivò nel 1924, quando l'inglese Eglantyne Jebb, soprannominata "fiamma bianca" per il suo aiuto durante la prima guerra mondiale, scrisse la "Carta dei diritti del Bambino".

Purtroppo, questo documento non aveva vincoli, e nel 1946 perse validità.

Solo nel 1989, l'ONU approvò la "Convenzione dei diritti del Bambino", che venne ratificata dalla maggior parte dei paesi del mondo.

La Convenzione dei diritti dei bambini è composta da 54 articoli e difende i diritti dei bambini a livello mondiale.

Che cos'è un diritto?

È quel bisogno fondamentale di vivere in pace ed armonia, per realizzare il proprio futuro al pieno delle proprie possibilità.

Un diritto è l'insieme delle regole che stabiliscono quello che si può fare, e quello che deve fare chi si occupa di te, per garantirti felicità, salute e sicurezza.

Tutti i diritti enunciati nella Convenzione devono essere riconosciuti a tutti i bambini senza discriminazione alcuna.

Deve essere protetto e godere di possibilità e facilitazioni, così da crescere in modo sano e normale in condizioni di libertà e dignità. 

Ha diritto, sin dalla nascita, a un nome e una nazionalità. 

Beneficia della sicurezza sociale. A lui e alla madre, vanno assicurate cure mediche e protezioni sociali adeguate (cibo, alloggio, e svaghi). 

In una situazione di minoranza fisica, mentale o sociale ha diritto a ricevere il trattamento di cui ha bisogno. 

Ha bisogno di amore e di comprensione. Deve crescere sotto le cure e la responsabilità dei genitori e in un’atmosfera d'affetto e sicurezza materiale e morale. La società e i poteri pubblici hanno il dovere di aver cura particolare dei fanciulli senza famiglia o di quelli che non hanno sufficienti mezzi di sussistenza. 

Ha diritto all’educazione elementare, gratuita e obbligatoria. Il suo superiore interesse è la guida di coloro che hanno la responsabilità della sua educazione. Il bambino ha diritto al gioco. La società e i poteri pubblici devono fare ogni sforzo per favorire la realizzazione di tale diritto. 

In tutte le circostanze, il bambino deve essere fra i primi a ricevere protezione e soccorso. 

Deve essere protetto contro ogni forma di negligenza, di crudeltà o di sfruttamento. 

Va protetto contro la discriminazione razziale, religiosa ed ogni altra forma di discriminazione. Deve essere educato in uno spirito di comprensione, di tolleranza, di amicizia fra i popoli, di pace e di fratellanza universale

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