Il 27 gennaio è una data da ricordare per non dimenticare gli orrori che durante la seconda guerra mondiale furono fatti...

La Shoah, giorno della memoria

È opportuno tramandare quanto avvenuto alle nuove generazioni, in modo tale da informare i nostri successori sull’accaduto, con la speranza che non si ripeta mai più.

Italia
Cilento domenica 21 gennaio 2024
di La Redazione
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La data del giorno della memoria è il 27 gennaio, giorno della liberazione dei prigionieri di Auschwitz, data simbolo della Shoah e dell'orrore da non dimenticare.

Ricordare. Ricordare. Ricordare. Non arrendersi all'oblìo.

Al potere anestetizzante degli anni che passano. A più di 70anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, dove tra il 1942 e il 1945 trovarono la morte più di sei milioni di esseri umani: uomini, donne, bambini.

Il novanta per cento erano ebrei, ma anche migliaia di vittime tra zingari, omosessuali, oppositori politici.

Rimane attuale l'imperativo di Primo Levi: quello di ricordare, in quanto non si può e non si deve dimenticare ciò che è accaduto durante lo sterminio nazista.

È opportuno tramandare quanto avvenuto alle nuove generazioni, in modo tale da informare i nostri successori sull’accaduto, con la speranza che non si ripeta mai più.

Il grande scrittore torinese morto suicida nel 1986, era sfuggito alla morte sopravvivendo proprio ad Auschwitz.

Shoah, in ebraico, significa distruzione. Ed è un termine preferito a Olocausto (utilizzato per primo, poco dopo la fine della guerra, da Elie Wiesel, altro grande testimone dell'immane tragedia). Indica il genocidio di un popolo: sei milioni di ebrei (un milione e mezzo i bambini) trucidati dai nazisti solo perché tali. Una catastrofe che oggi l'Europa, il mondo intero, ricordano perché "non accada mai più".

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