La storia di Elena, bimba deportata da sola ad Auschwitz Su Rai 3 e Rai Gulp il 27 gennaio 2023 il corto “La cartolina di Elena”.

Elena Colombo, 10 anni da sola deportata ad Auschwitz

Elena, l'8 dicembre del 1943 viene strappata ai suoi genitori e affidata ad una famiglia amica, dove resta per tre mesi. Poi, il 25 marzo del 1944, la deportano a Fossoli, da dove partirà per Auschwitz il 5 aprile.

Italia
Cilento venerdì 26 gennaio 2024
di Gina Chiacchiaro
elena colombo
elena colombo © moked portale ebraismo italiano

La storia di Elena, bimba deportata da sola ad Auschwitz

Su Rai 3 e Rai Gulp il 27 gennaio 2023 il corto “La cartolina di Elena”.

Una bimba dai capelli biondi con un vestitino a balze e un grande fiocco.

Una foto in bianco e nero racconta la storia di una bimba ebrea di 10 anni, Elena Colombo, una bambina italiana deportata da sola ad Auschwitz, dove arrivò nel 1944 e fu mandata subito alle camere a gas.

Qualche mese prima erano stati deportati anche i suoi genitori, Sandro e Wanda Colombo, morti come lei nel campo di concentramento.

La sua storia è stata raccontata in chiave poetica ma è realtà.

La cartolina di Elena, il corto prodotto da Rai Kids e Stand by me, mix di live action e animazione al debutto nel Giorno della Memoria, il 27 gennaio alle 16 su Rai 3, alle 16.50 su Rai Gulp e disponibile su Raiplay.

Per non dimenticare e per un rispetto del passato è nostro dovere conoscere la verità. Se la storia di Elena non fosse stata scoperta, la sua vicenda sarebbe stata cancellato per sempre. Invece doveroso ricordare ciò che Elena ha subito da parte di esseri privi di umanità.

La storia di Elena viene raccontata da due ragazzi, Cecilia e Fabrizio, nel cortometraggio suoi compagni di scuola. I ragazzi, dopo aver trovato una foto in un carillon nella soffitta della casa della compagna, cominciano a fare strani sogni e i due vogliono scoprire cosa è successo all’amica.

Il fatto è riferito ad una bambina come tante, la cui vita è cambiata quando sono entrate in vigore le leggi razziali che discriminavano gli Ebrei italiani nell’Italia fascista che portarono all'arresto della sua famiglia, l'8 dicembre del 1943.

A ricostruire la storia di Elena è stato il giornalista e scrittore: Fabrizio Rondolino, parente della famiglia Colombo.

La storia di Elena Colombo

Unica nella Shoah italiana… Elena ha dieci anni e mezzo quando i tedeschi la prendono a Forno Canavese, l’8 dicembre 1943, insieme al papà Sandro e alla mamma Vanda Foa. Trasportati a Torino, i genitori sono incarcerati alle Nuove, poi trasferiti a San Vittore e infine, il 30 gennaio 1944, deportati ad Auschwitz. Vanda è assassinata all’arrivo, la mattina dal 6 febbraio; Sandro, immatricolato con il n. 173417, sopravvive fino al 30 novembre.

Elena invece, per motivi che forse non riusciremo mai a chiarire, viene affidata ad una famiglia amica, dove resta per tre mesi. Il 9 marzo 1944 le SS la trasferiscono alla Charitas, un istituto laico che accoglie l’infanzia abbandonata; due settimane dopo, il 25 marzo, la deportano a Fossoli, da dove partirà per Auschwitz il 5 aprile.

Il giorno prima scrive una cartolina alla sua amica, Bianca, divenuta nel frattempo staffetta partigiana con il nome di battaglia di Kira: “Devo darti una notizia meravigliosa! Oggi mi hanno annunciato che finalmente potrò raggiungere i miei genitori! Andrò anch’io nel campo tedesco dove lavorano e così li potrò rivedere e stare con loro. Non c’è bisogno che tu mandi pacchi, non preoccuparti più per me. Sono tanto felice! Parto domani per la Germania”. È l’ultima traccia di Elena: sei giorni dopo aver scritto queste parole sarà assassinata, come la stragrande maggioranza dei bambini deportati, subito dopo l’arrivo nel campo.

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