"Neet" (Not in education, employment or training, cioè non studente, con un lavoro o in formazione)

Fino a quale età un genitore deve mantenere il figlio che non studia e non ha un lavoro?

Lo stabilisce la Corte di Cassazione.

Italia
Cilento lunedì 22 novembre 2021
di Fabiola Scorziello
Neet
Neet © web

 Fino a quanti anni ci si può permettere di essere un «Neet» (Not in education, employment or training, cioè non studente, con un lavoro o in formazione) a spese di mamma o di papà? Per la Corte di Cassazione 32 anni sono troppi. Ancora una volta, con una ordinanza di luglio e depositata in cancelleria l’8 novembre, la sesta sezione civile della Suprema Corte si è pronunciata dando torto ai (non si offendano) cosiddetti «bamboccioni», bocciando il ricorso e confermando la correttezza della motivazione della sentenza della corte d’appello di Caltanissetta, che aveva stabilito la revoca del mantenimento e che era poi stata impugnata. Questa volta a spuntarla è stato il padre, «LC», come ha spiegato lo Studio Cataldi, che ha sconfitto in tribunale la ex moglie, la quale ha perso sia l’assegnazione della casa coniugale sia il mantenimento che il padre, suo ex marito, versava in favore del figlio maggiorenne.

«La Corte di merito - spiegano gli avvocati dello Studio Cataldi - ha rilevato che il figlio trentaduenne ha abbandonato gli studi a 16 anni, ha frequentato corsi di formazione nel 2011 e nel 2012, ha maturato qualche esperienza lavorativa saltuaria anche se non emergono difficoltà che gli rendono impossibile inserirsi in un contesto lavorativo. Con la sua decisione la Corte di merito non ha fatto altro che dare attuazione al principio di auto responsabilità “che impone al figlio di non abusare del diritto di essere mantenuto dal genitore oltre ragionevoli limiti di tempo e di misura, perché l’obbligo dei genitori si giustifica nei limiti del perseguimento di un progetto educativo e di un percorso di formazione”. In base al principio di auto responsabilità il figlio non può infatti abusare a vita del mantenimento dei genitori anche perché questo è dovuto quando è finalizzato alla realizzazione di un percorso educativo e di formazione. Nel momento in cui questo manca la decisione al riguardo deve essere assunta con un rigore che cresce al crescere dell’età del beneficiario». 

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