Rodolfo Guglielmi, in arte Rodolfo Valentino, negli anni Venti del Novecento costruì la propria carriera come attore del cinema muto

Rodolfo Valentino: il primo divo del cinema muto

Il fascino senza tempo dell’attore italo-americano

Italia
Cilento lunedì 26 febbraio 2024
di Ilaria Lembo
Rodolfo Valentino
Rodolfo Valentino © web

Il cinema, specchio della società e dispensatore di sogni, regala una sorta di immortalità ad attori e registi.

In un tempo in cui non si era ancora registrato l’avvento del sonoro nel cinema, un italiano di origine pugliese, sbarcato negli Stati Uniti in cerca di lavoro, riuscì ad affermarsi come il primo divo della storia del cinema.

Rodolfo Guglielmi, in arte Rodolfo Valentino, negli anni Venti del Novecento costruì la propria carriera come attore del cinema muto.

Dopo aver svolto vari lavori, Valentino divenne una comparsa fino a ottenere nel 1921 il suo primo ruolo da protagonista nei “Quattro cavalieri dell’Apocalisse”, film che fece decollare la sua carriera. In pochi anni lo starsystem hollywoodiano trasformò Valentino in un divo, incontrando i gusti del pubblico: la sua bellezza, il suo fascino e il suo sguardo magnetico furono esaltati dai ruoli che interpretava in pellicole incentrate su avventura e amori passionali, capaci di costruire l’immagine di un eroe affascinante, elegante e romantico.

Rodolfo Valentino, che raggiunse il massimo della sua celebrità con l’interpretazione de “Il figlio dello sceicco”, ebbe però una carriera breve: morì nel 1926, a soli trentun anni, per un attacco di peritonite, ma la sua fama di divo irraggiungibile e il suo fascino da latin lover, alimentati anche dalla sua prematura scomparsa, sarebbero rimasti inalterati nel tempo.

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