{"id":32327,"date":"2026-08-24T15:04:00","date_gmt":"2026-08-24T13:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ipiccoliquotidiano.it\/?p=32327"},"modified":"2026-08-26T15:53:58","modified_gmt":"2026-08-26T13:53:58","slug":"piccoli-cittadini-crescono-la-scuola-dove-le-decisioni-passavano-dal-voto-dei-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ipiccoliquotidiano.it\/index.php\/2026\/08\/24\/piccoli-cittadini-crescono-la-scuola-dove-le-decisioni-passavano-dal-voto-dei-bambini\/","title":{"rendered":"Piccoli cittadini crescono: la scuola dove le decisioni passavano dal voto dei bambini"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"32327\" class=\"elementor elementor-32327\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-2ba9b90d elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"2ba9b90d\" data-element_type=\"section\" 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piena di libri illustrati, il laboratorio di scienze, la palestra, la mensa, il grande cortile dove durante la ricreazione si rincorrevano decine di bambini e una sala comune nella quale insegnanti, genitori e alunni si riunivano quando c\u2019era qualcosa di importante da discutere.<\/p><p style=\"text-align: justify\">L\u2019Istituto Arcobaleno, per\u00f2, aveva una particolarit\u00e0 che lo rendeva diverso da tutte le altre scuole della zona, perch\u00e9 alcune decisioni che riguardavano direttamente la vita quotidiana degli alunni non venivano prese soltanto dagli adulti, ma venivano prima spiegate ai bambini, poi discusse insieme nelle classi e infine sottoposte a una vera votazione attraverso i tablet che la scuola metteva a disposizione di tutti.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Tutto era cominciato un luned\u00ec mattina, durante una lezione di educazione civica, quando la maestra Anna entr\u00f2 in classe, prese un gessetto e scrisse lentamente sulla lavagna una domanda tanto semplice quanto difficile da dimenticare: <strong>\u201cChi decide ci\u00f2 che accade nella nostra scuola?\u201d<\/strong><\/p><p style=\"text-align: justify\">Luca, che era sempre il primo ad alzare la mano anche quando non era completamente sicuro della risposta, disse senza esitazione che decideva la dirigente, mentre Martina sostenne che a decidere fossero soprattutto gli insegnanti e Samuele aggiunse che anche i genitori avevano sicuramente un ruolo importante.<\/p><p style=\"text-align: justify\">La maestra Anna ascolt\u00f2 tutte le risposte, poi guard\u00f2 i bambini uno dopo l\u2019altro e domand\u00f2 con calma: \u00abE voi, invece, pensate di poter decidere qualcosa?\u00bb<\/p><p style=\"text-align: justify\">Per alcuni secondi nessuno rispose, perch\u00e9 quella domanda sembrava quasi strana e molti bambini non avevano mai pensato alla possibilit\u00e0 che la loro opinione potesse avere un peso reale nelle scelte della scuola.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Alla fine Chiara alz\u00f2 la mano e disse che, secondo lei, i bambini potevano certamente dire ci\u00f2 che pensavano, ma che poi erano comunque gli adulti a decidere tutto.<\/p><p style=\"text-align: justify\">La maestra sorrise e spieg\u00f2 che, naturalmente, esistevano decisioni che dovevano essere prese dagli insegnanti, dalla dirigente o dagli altri organi della scuola, perch\u00e9 riguardavano responsabilit\u00e0, sicurezza, programmi didattici e questioni che richiedevano competenze specifiche, ma aggiunse anche che esistevano molte altre scelte, soprattutto quelle che riguardavano gli spazi comuni, le attivit\u00e0, i progetti e la vita quotidiana degli alunni, sulle quali sarebbe stato giusto ascoltare seriamente anche la loro voce.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Qualche giorno dopo, proprio mentre i bambini avevano quasi dimenticato quella discussione, la dirigente scolastica entr\u00f2 nelle classi e annunci\u00f2 che la scuola avrebbe sperimentato un nuovo sistema di partecipazione, grazie al quale gli alunni avrebbero potuto conoscere alcuni problemi, discutere le possibili soluzioni e infine esprimere la propria preferenza utilizzando i tablet.<\/p><p style=\"text-align: justify\">La notizia provoc\u00f2 immediatamente entusiasmo, curiosit\u00e0 e una quantit\u00e0 infinita di domande, perch\u00e9 tutti volevano sapere se si sarebbe trattato di un vero voto, se ogni bambino avrebbe avuto la possibilit\u00e0 di partecipare, se i risultati sarebbero stati rispettati e soprattutto se sarebbe stato possibile votare anche senza essere particolarmente bravi con la tecnologia.<\/p><p style=\"text-align: justify\">La dirigente spieg\u00f2 che nessuno sarebbe stato escluso, che la scuola avrebbe fornito i dispositivi necessari e che gli insegnanti avrebbero aiutato chiunque avesse avuto difficolt\u00e0 tecniche, facendo per\u00f2 attenzione a non suggerire mai quale proposta scegliere, perch\u00e9 il voto doveva essere personale, libero e consapevole.<\/p><p style=\"text-align: justify\">La prima decisione arriv\u00f2 poco tempo dopo e riguardava un grande spazio inutilizzato dietro l\u2019edificio scolastico, un terreno che da anni rimaneva quasi vuoto e che finalmente poteva essere trasformato grazie a una piccola somma messa a disposizione della scuola.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Gli adulti avevano preparato tre proposte: realizzare un piccolo orto didattico nel quale gli alunni potessero coltivare verdure, fiori ed erbe aromatiche, creare un\u2019area verde con alberi, tavoli e panchine dove leggere, parlare o studiare all\u2019aperto, oppure costruire uno spazio con giochi educativi e attivit\u00e0 pensate per imparare divertendosi.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Prima della votazione, per\u00f2, la dirigente stabil\u00ec una regola che sarebbe diventata fondamentale per tutte le consultazioni successive: nessun bambino avrebbe potuto votare senza prima conoscere bene le alternative, perch\u00e9 scegliere senza informarsi avrebbe trasformato il voto in un gesto casuale e avrebbe fatto perdere significato all\u2019intero progetto.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Gli insegnanti dedicarono cos\u00ec diversi giorni alla presentazione delle proposte, spiegando non soltanto che cosa sarebbe stato costruito, ma anche quanto sarebbe costato, chi avrebbe potuto utilizzare gli spazi, quali problemi di manutenzione sarebbero potuti nascere e quali vantaggi ciascun progetto avrebbe portato alla scuola.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Andrea era convinto che l\u2019orto fosse la scelta migliore, perch\u00e9 immaginava gi\u00e0 di poter piantare pomodori, fragole e girasoli insieme ai compagni, mentre Martina preferiva l\u2019area per la lettura, dove sognava di trascorrere alcune lezioni sotto gli alberi, e Luca continuava a sostenere che i giochi educativi sarebbero stati molto pi\u00f9 divertenti e avrebbero reso la scuola meno noiosa.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Durante le discussioni, per\u00f2, accadde qualcosa che gli insegnanti non avevano previsto, perch\u00e9 i bambini cominciarono lentamente a passare dal semplice desiderio personale alla capacit\u00e0 di valutare ci\u00f2 che poteva essere utile anche agli altri.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Qualcuno domand\u00f2 chi si sarebbe occupato dell\u2019orto durante le vacanze estive, un altro fece notare che l\u2019area per leggere sarebbe stata utilizzabile anche dai bambini pi\u00f9 piccoli, mentre un altro ancora si chiese se fosse possibile inserire alcuni giochi educativi anche all\u2019interno dello spazio verde senza dover per forza rinunciare completamente a una delle idee.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Arriv\u00f2 infine il giorno della votazione e quella mattina, entrando in classe, ogni alunno trov\u00f2 sul proprio banco un tablet acceso, sul quale comparivano le tre proposte accompagnate da brevi spiegazioni e immagini che aiutavano a ricordare tutto ci\u00f2 che era stato discusso nei giorni precedenti.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Prima di poter premere il pulsante del voto, sullo schermo compariva una domanda: <strong>\u201cQuale progetto pensi possa essere pi\u00f9 utile alla nostra scuola e a tutti gli alunni che la frequentano?\u201d<\/strong><\/p><p style=\"text-align: justify\">Giulia rimase a lungo davanti allo schermo, perch\u00e9 inizialmente avrebbe voluto scegliere l\u2019orto, ma dopo aver ascoltato una compagna pi\u00f9 piccola che spiegava quanto avrebbe desiderato avere un luogo tranquillo dove leggere durante la ricreazione, decise di votare per l\u2019area verde.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Luca, invece, rimase fedele alla propria idea e scelse i giochi educativi, mentre Andrea vot\u00f2 per l\u2019orto, convinto che imparare a coltivare qualcosa con le proprie mani avrebbe potuto insegnare molto pi\u00f9 di quanto si potesse immaginare.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Quando tutti ebbero terminato, il sistema raccolse automaticamente le preferenze e il giorno successivo i risultati vennero mostrati sulla grande lavagna digitale dell\u2019aula magna, dove tutte le classi si erano riunite per conoscere l\u2019esito.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Aveva vinto l\u2019area verde dedicata alla lettura e allo studio all\u2019aperto.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Alcuni bambini applaudirono con entusiasmo, altri rimasero un p\u00f2 delusi e Luca, che aveva votato per i giochi, alz\u00f2 la mano e domand\u00f2 alla dirigente se questo significasse che il suo voto non fosse servito a niente.<\/p><p style=\"text-align: justify\">La dirigente si avvicin\u00f2 a lui e gli spieg\u00f2 che il valore della democrazia non consisteva nel riuscire sempre a far vincere la propria idea, ma nel poterla esprimere liberamente, sapere che sarebbe stata conteggiata insieme a tutte le altre e accettare che, alla fine, la decisione comune potesse essere diversa da quella che ciascuno avrebbe preferito.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Qualche mese dopo, il terreno dietro la scuola cambi\u00f2 completamente, perch\u00e9 vennero piantati alberi giovani, sistemate panchine e tavoli, costruita una piccola casetta per i libri e lasciato anche uno spazio nel quale poter organizzare alcune attivit\u00e0 educative all\u2019aperto.<\/p><p style=\"text-align: justify\">All\u2019ingresso venne collocata una targa con una frase semplice: <strong>\u201cQuesto spazio \u00e8 stato scelto dagli alunni dell\u2019Istituto Arcobaleno.\u201d<\/strong><\/p><p style=\"text-align: justify\">Da quel momento le votazioni con i tablet divennero uno degli appuntamenti pi\u00f9 attesi della scuola, ma anche uno dei pi\u00f9 seri, perch\u00e9 i bambini avevano ormai capito che partecipare significava molto pi\u00f9 che premere un pulsante sullo schermo.<\/p><p style=\"text-align: justify\">La seconda consultazione riguard\u00f2 la biblioteca, che aveva bisogno di essere rinnovata, e gli alunni furono chiamati a scegliere se acquistare molti nuovi libri, creare uno spazio digitale con strumenti tecnologici oppure costruire un piccolo angolo dedicato al teatro e alla lettura ad alta voce.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Questa volta, per\u00f2, durante le discussioni accadde qualcosa di ancora pi\u00f9 importante, perch\u00e9 Sofia domand\u00f2 perch\u00e9 fosse necessario scegliere obbligatoriamente una sola proposta e sugger\u00ec di acquistare meno strumenti digitali per utilizzare una parte delle risorse nell\u2019acquisto di libri, mentre Andrea propose di creare uno spazio nel quale il teatro e la lettura potessero convivere.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Gli insegnanti raccolsero quelle osservazioni e, dopo aver verificato costi e fattibilit\u00e0, prepararono una nuova proposta nata proprio dalle idee dei bambini, dimostrando cos\u00ec che partecipare non significava soltanto scegliere tra possibilit\u00e0 gi\u00e0 decise dagli adulti, ma poteva significare anche contribuire a migliorare le alternative attraverso ragionamenti, domande e suggerimenti.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Quando arriv\u00f2 la votazione, sul tablet comparvero quattro opzioni e fu proprio la proposta costruita insieme agli alunni a ottenere il maggior numero di preferenze.<\/p><p style=\"text-align: justify\">La scuola cominci\u00f2 allora a capire che quel progetto stava insegnando qualcosa che andava molto oltre l\u2019utilizzo della tecnologia, perch\u00e9 i bambini stavano imparando a confrontarsi, a cambiare idea quando incontravano argomenti pi\u00f9 convincenti e soprattutto a comprendere che una decisione collettiva deve tenere conto anche dei bisogni di persone diverse da noi.<\/p><p style=\"text-align: justify\">La votazione pi\u00f9 importante arriv\u00f2 qualche mese dopo, quando nel cortile della scuola erano aumentate le discussioni durante la ricreazione, perch\u00e9 alcuni bambini volevano correre e giocare con la palla, mentre altri cercavano semplicemente un luogo tranquillo dove parlare, leggere o riposarsi.<\/p><p style=\"text-align: justify\">La scuola propose tre possibili soluzioni: dedicare una zona esclusivamente ai giochi con la palla, creare un\u2019area tranquilla con panchine e alberi oppure riorganizzare tutto il cortile dividendolo in spazi differenti, in modo che ciascuno potesse trovare un luogo adatto alle proprie esigenze.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Durante il confronto in classe, Elena, una bambina molto timida che parlava raramente davanti a tutti, alz\u00f2 lentamente la mano e spieg\u00f2 che durante la ricreazione avrebbe desiderato qualche volta rimanere in tranquillit\u00e0, ma che non avrebbe mai voluto impedire agli altri di correre e divertirsi.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Quelle parole cambiarono il tono della discussione, perch\u00e9 molti bambini capirono che il problema non era stabilire chi avesse ragione, ma trovare una soluzione capace di rispettare esigenze differenti.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Quando arriv\u00f2 il giorno del voto, la maggioranza scelse di dividere il cortile in zone diverse, creando uno spazio per correre, uno per parlare e uno pi\u00f9 tranquillo per leggere o stare semplicemente seduti.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Qualche settimana dopo, quando la nuova organizzazione entr\u00f2 in funzione, persino gli insegnanti notarono che durante la ricreazione le discussioni erano diminuite e che molti bambini avevano iniziato a rispettare maggiormente gli spazi e le esigenze dei compagni.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Con il tempo, la scuola comprese anche che utilizzare i tablet non era sufficiente per garantire una partecipazione corretta e, proprio per questo motivo, venne scritto un vero <strong>&#8220;Regolamento delle decisioni degli alunni&#8221;<\/strong>, nel quale si stabiliva che ogni consultazione dovesse essere preceduta da spiegazioni chiare, che le alternative dovessero essere realmente possibili, che ciascun bambino potesse fare domande, che il voto dovesse rimanere segreto e che nessuno potesse obbligare un compagno a scegliere una proposta contro la propria volont\u00e0.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Un giorno la maestra Anna, dopo l\u2019ennesima votazione, domand\u00f2 ai bambini quale fosse secondo loro la cosa pi\u00f9 importante che avevano imparato durante quell\u2019esperienza.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Luca rispose immediatamente che avevano imparato a usare meglio i tablet e tutta la classe scoppi\u00f2 a ridere, mentre Martina aggiunse che avevano capito come funzionava una votazione e Chiara, dopo aver riflettuto qualche secondo, disse che la vera lezione era stata capire che prima di scegliere bisognava conoscere bene ci\u00f2 su cui si stava votando.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Sofia aggiunse che bisognava anche imparare ad ascoltare chi la pensava diversamente, perch\u00e9 a volte una persona pu\u00f2 vedere un problema da un punto di vista che noi non avevamo mai considerato.<\/p><p style=\"text-align: justify\">La maestra sorrise, perch\u00e9 in quelle poche frasi c\u2019era esattamente il significato di tutto il progetto.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Con il passare degli anni, i bambini dell\u2019Istituto Arcobaleno diventarono sempre pi\u00f9 abituati a partecipare alle decisioni della scuola e, quando compariva una nuova consultazione sui tablet, nessuno correva pi\u00f9 immediatamente a premere il pulsante della propria scelta, ma prima si leggevano le informazioni, si discuteva nelle classi, si ascoltavano le opinioni degli altri e solo alla fine ciascuno esprimeva liberamente la propria preferenza.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Un giorno arriv\u00f2 in visita una classe proveniente da un\u2019altra scuola e uno dei bambini, vedendo tutti quei tablet sistemati sui banchi, domand\u00f2 a cosa servissero.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Luca, ormai diventato uno degli alunni pi\u00f9 grandi, rispose con orgoglio che servivano anche a votare alcune decisioni che riguardavano la vita scolastica.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Il bambino lo guard\u00f2 incredulo e gli domand\u00f2 se davvero fossero gli alunni a decidere.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Luca rimase qualche secondo in silenzio e poi spieg\u00f2 che i bambini non decidevano tutto, perch\u00e9 molte responsabilit\u00e0 appartenevano necessariamente agli adulti, ma che quando c\u2019era una scelta che li riguardava direttamente la scuola cercava di informarli, ascoltarli e permettere loro di partecipare.<\/p><p style=\"text-align: justify\">\u00abE se la proposta che voti tu non vince?\u00bb domand\u00f2 ancora il visitatore.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Luca sorrise.<\/p><p style=\"text-align: justify\">\u00abAllora cerco di capire perch\u00e9 gli altri hanno scelto diversamente da me e rispetto il risultato, perch\u00e9 il mio voto \u00e8 importante anche quando non \u00e8 quello della maggioranza.\u00bb<\/p><p style=\"text-align: justify\">La maestra Anna, che aveva ascoltato quella conversazione da lontano, cap\u00ec in quel momento che il progetto aveva raggiunto un risultato molto pi\u00f9 grande di qualsiasi giardino, biblioteca o cortile rinnovato, perch\u00e9 i tablet erano soltanto strumenti e la vera innovazione non si trovava nello schermo acceso davanti ai bambini, ma in tutto ci\u00f2 che accadeva prima di premere il pulsante <strong>\u201cVota\u201d<\/strong>.<\/p><p style=\"text-align: justify\">I bambini stavano imparando che una buona decisione nasce dalla conoscenza, dall\u2019ascolto e dal rispetto, che non sempre ci\u00f2 che desideriamo personalmente coincide con ci\u00f2 che pu\u00f2 essere utile a tutti e che partecipare significa assumersi anche la responsabilit\u00e0 di accettare il risultato di una scelta collettiva.<\/p><p style=\"text-align: justify\">Qualche anno dopo, all\u2019ingresso dell\u2019Istituto Arcobaleno, venne appesa una grande frase, scelta naturalmente attraverso una nuova votazione degli alunni: <strong>\u201cLa scuola \u00e8 davvero di tutti quando tutti imparano a partecipare.\u201d<\/strong><\/p><p style=\"text-align: justify\">Sotto quella frase, con caratteri pi\u00f9 piccoli, gli alunni decisero di aggiungerne un\u2019altra: <strong>\u201cUn tablet pu\u00f2 raccogliere il nostro voto, ma sono il pensiero, l\u2019ascolto e il rispetto degli altri a trasformarlo in una scelta responsabile.\u201d<\/strong><\/p><p style=\"text-align: justify\">Da allora, quando qualcuno chiedeva perch\u00e9 in quella scuola anche i bambini potessero votare, la dirigente rispondeva sempre che <strong data-start=\"129\" data-end=\"392\" data-is-last-node=\"\">la democrazia non si comprende soltanto leggendo una definizione su un libro, ma soprattutto vivendo situazioni nelle quali bisogna conoscere un problema, confrontarsi con chi pensa diversamente, scegliere con libert\u00e0 e rispettare una decisione presa insieme.<\/strong><\/p><p style=\"text-align: justify\">Ed era proprio questo il segreto dell\u2019Istituto Arcobaleno: non insegnava ai bambini soltanto a usare un tablet, ma li aiutava, giorno dopo giorno, a diventare cittadini capaci di pensare con la propria testa, di ascoltare quella degli altri e di comprendere che ogni comunit\u00e0 diventa pi\u00f9 forte quando anche i pi\u00f9 piccoli scoprono che la loro voce pu\u00f2 essere ascoltata e che, insieme alle altre, pu\u00f2 contribuire davvero a cambiare qualcosa.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta una scuola chiamata Istituto Arcobaleno, costruita ai margini di un piccolo paese circondato da colline verdi, alberi alti e strade tranquille, una scuola che all\u2019apparenza sembrava simile a tante altre, con le sue aule ordinate, la biblioteca piena 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